L'armonia tra voi e il vostro bambino potrà essere immediata oppure arrivare per gradi.
In ogni caso sperimentare il successo di vedere smettere piangere il bambino quando tu rispondi in modo giusto ai suoi bisogni ti darà una grande forza e una grande competenza, oltre che rendere il bambino sempre più sicuro di essere amato e venire soddisfatto.
Il neonato piange principalmente per due motivi:

1- prova un bisogno
2- esprime un’emozione e scarica una tensione
1- nel primo caso dobbiamo ricordare che il neonato vive nel presente e che appena sente un bisogno piange in modo disperato anche per motivi che a noi potrebbero apparire insignificanti. Questo perché il neonato non sa che il fastidio passerà e non sa che se avrà la pazienza di aspettare 5 minuti tutto verrà risolto!
Inoltre dobbiamo sapere che, se la persona che si prende cura del bambino risponde in modo pronto e rapido alle necessità del neonato (entro 90 secondi), questi si calmerà molto in fretta (5 secondi).
Moltiplicando per 2 il tempo necessario a rispondere al neonato moltiplichiamo x 10 la durata del pianto! Perciò se ci mettiamo 6 minuti a capire cos’ha il bambino e ad intervenire in modo corretto, il neonato, nel momento in cui riceve ciò di cui ha bisogno, smetterà di piangere dopo più di 8 minuti. Per questo è importante mantenere la calma e provare sempre una cosa per volta (proviamo ad allattarlo, se non smette entro 5 minuti di piangere, proviamo a cambiarlo, aspettiamo altri 10 minuti, se non si calma proviamo qualcos’altro, etc.) e dare il tempo al neonato di sfogarsi prima di proporre nuove alternative.
2- Nel secondo caso dobbiamo imparare a non farci sopraffare dalle nostre emozioni (niente è più terapeutico del diventare genitore in modo consapevole, sapendo che quello che siamo dipende da come i nostri genitori sono stati con noi, da cosa loro hanno provato e ci hanno trasmesso) per ACCCETTARE, RISPETTARE E DARE IL PERMESSO al nostro bambino si esprimersi.
Magari è arrabbiato perché non lo avete preso in braccio, magari è ancora scosso perché ha avuto una nascita difficile, magari vuole dare l’opportunità a voi di sfogare le vostre emozioni ... e piange perché non ha nessun altro strumento a disposizione per farvelo fare!
Detto questo è importantissimo che il genitore non si senta sminuito, incompetente, insicuro, perché non si sente in grado di far smettere immediatamente il suo neonato di piangere, ma che si prenda tempo per capire perché si sente impotente (forse i suoi genitori hanno provato lo stesso quando il neonato era lui?) e per accettare che TUTTI I NEONATI PIANGONO!
Soprattutto all'inizio alcuni tentativi potranno non funzionare, ma non preoccuparti, col passare dei giorni e dei mesi il repertorio di "cose da fare" si arricchirà a dismisura. Ricorda che il bambino, soprattutto se molto nervoso, avrà bisogno di tempo per accettare quello che gli proponete, quindi aspettate almeno 5 minuti tra un'operazione e un'altra, altrimenti rischiate di renderlo ancora più agitato.
Ecco alcuni consigli per aiutare le neomamme ad avere una serie di possibilità di cose da fare per calmare il bambino:
Offrigli il seno Anche se ha mangiato da poco, può essere che abbia ancora fame, oppure abbia dolori al pancino, oppure voglia ciucciare per addormentarsi. Se il bambino si attacca e si stacca nervosamente dal seno, significa che non è la soluzione adatta, probabilmente ha dolori alla pancia o ha bisogno di qualcos'altro.
Controlla il pannolino Soprattutto se usate i pannolini di stoffa. Può essere che abbia bisogno di essere cambiato.
Forse ha qualche malessere Fategli fare il ruttino, può avere caldo o freddo (sentite i piedini e le manine), massaggiatelo, fategli prendere aria, tenetelo in braccio verticalmente appoggiato alla vostra spalla e battetegli energicamente sul culetto (è un ottimo sistema in caso di coliche), cambiate posizione (a pancia in su o in giù, o appoggiato alla vostra spalla, o sulle ginocchia, etc.)
Fagli compagnia Forse ha bisogno della vostra presenza, vuole compagnia. Cullatelo, dondolatelo, camminate con lui in braccio.
Forse si sta annoiando Cantategli una canzoncina o fategli sentire una musica, cullandolo. Portatelo a fare una passeggiata (anche di sera!), fatelo giocare. Parlategli e mostrategli cose nuove e interessanti.
Rilassati! Sappiamo di essere in buona compagnia e che tantissimi genitori provano o hanno provato le nostre difficoltà. Armiamoci di pazienza, sapendo che quando impareremo con l’esperienza a capire cosa il nostro bimbo vuole dirci tutto passerà (questo avviene in genere entro i 6 mesi di vita del bambino)
Respira! Quando non riusciamo a fare qualcosa, a seconda dei condizionamenti che abbiamo ricevuto durante la nostra vita, possiamo provare svariate emozioni (tensione, sensazione di fallimento, incapacità, catastrofismo, etc.) che si ripercuotono a livello corporeo con tensione muscolare, blocco del movimento oppure agitazione e soprattutto col blocco del respiro o col respiro affannoso! Allora cominciamo a lavorare su di noi prima di pensare di che cosa ha bisogno il nostro neonato, RESPIRIAMO! Concentriamoci sul nostro respiro: prima inspiriamo e riempiamo torace e poi addome. Tratteniamo qualche secondo e poi espiriamo con calma. Ripetiamo diverse volte finché ci sentiamo meglio. Mi è capitato personalmente di usare questa tecnica per far addormentare i miei bambini e funziona benissimo! Infatti finché restiamo concentrati sul sonno del bambino, lui si agita, appena noi ci lasciamo andare, respirando e scaricando la tensione, il bambino magicamente si tranquillizza e addormenta... questo ancora per confermare quanto il campo energetico materno e del bambino siano tutt'uno!
Tieni duro! Se siete da sole/i tenete duro e non agitatevi mai, per nessun motivo: il bambino percepisce il vostro nervosismo e le cose non riescono a risolversi. Il bambino non piange per farci dispetto né perché è “viziato”, ma perché ha delle esigenze e non è ancora capace di aspettare. Gli adulti siamo noi, impariamo noi a convivere e a controllare le nostre emozioni per poterlo poi insegnare a nostro figlio! Ricordate di rispettare i suoi tempi e di proporre cose nuove con calma, aspettando la sua reazione.
Chiedi aiuto! Se non riuscite a calmarlo chiedete aiuto al vostro partner o a una persona di fiducia, spesso la mamma quando non riesce a calmare il bambino ai primi tentativi va in panico peggiorando la situazione, essere tenuto da una persona più tranquilla spesso risolve il problema. Spesso la situazione migliora se sappiamo che abbiamo una “scappatoia” o un’”uscita di emergenza”, per esempio possiamo chiamare il pediatra, andare al pronto soccorso o in farmacia. Cerchiamo allora di avere sempre a disposizione nei primi mesi una persona fidata che possiamo chiamare ad ogni ora e che eventualmente può venire a casa nostra in caso di “emergenze”, per esempio una nonna, una zia, un’ostetrica, una pedagogista o una puericultrice.
Cerca di sentirti competente! Spesso i farmaci, le tisane, etc funzionano non in sé, ma semplicemente perché sentiamo di avere uno strumento tra le mani in gradi di alleviare i nostri problemi, ci sentiamo più competenti, cioè in grado di affrontare il problema, e abbiamo tante “cartucce” ancora da utilizzare! Allora sarebbe molto utile frequentare dei gruppi di incontro o dei corsi genitore/bambino dove ci insegnino dei “trucchi” oppure dove possiamo confrontarci con altre mamme per sentire di non essere sole. Massaggialo! Il massaggio infantile specifico per le coliche dell’A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio infantile) è stato oggeto di studio e verifiche e si è rivelato particolarmente efficace per migliorare il rapporto tra mamma e neonato. Cerca il corso più vicino a te su www.aimionline.it
I nostri corsi genitore-bambino
Contienilo! Il bambino ama essere contenuto (attraverso l’appoggio delle mani, l’essere tenuto in braccio, l’essere tenuto stretto in una copertina, nella fascia o nel marsupio, etc.) proprio perché proviene dall’utero dove ha sperimentato il massimo del contenimento. Quando avete un bambino che si “tira” in continuazione, si agita, si muove, provate a contenerlo!
Prova la Marsupio-Terapia! E’ stato provato che anche la marsupio-terapia è molto efficace per ristabilire il giusto equilibrio energetico tra mamma e bimbo. Per approfondire: la marsupio-terapia
Cullalo! I neonati amano molto essere cullati. Potete provare il “paleggio indiano” (tenere il bambino sulle vostre ginocchia e “galoppare”) oppure a cullare il bambino tra le braccia o metterlo su un’amaca o in un lenzuolo e tenendo da una parte la mamma e dall’altra il papà cullarlo con vigore. Spesso lo stesso effetto si ottiene con un “giro in auto”.
Altre possibilità Potete provare a cambiare posizione dell’allattamento (alcuni neonati preferiscono alcune posizioni o addirittura un capezzolo all’altro), tenetelo in braccio verticalmente appoggiato alla vostra spalla e battetegli energicamente sul culetto , cambiate posizione (a pancia in su o in giù, o appoggiato alla vostra spalla, o sulle ginocchia, etc.) , fategli scaricare energia attraverso il vostro corpo tenedolo stretto, PIANGETE ANCHE ASSIEME A LUI se questo serve per scaricare la tensione... forse il vostro piccolo vuole solo questo!
E poi, evviva la positività, quando il tuo bambino è finalmente tranquillo puoi farti anche una bella risata per sciogliere la tensione, stai tranquilla, tutte le mamme sono andate in panico almeno una volta per figlio!