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E' proprio un abitudinario!

Se pensiamo alla prima cosa che fa un bambino appena nato, non possiamo che rispondere: "respira". Il suo respiro comincia debolmente, ma in modo graduale il respiro diventa regolare e ritmico.

Allo stesso modo in cui si regolarizza il respiro avviene, in maniera ancora più graduale, la stabilizzazione del ritmo sonno-veglia: all'inizio sta sveglio e dorme senza nessuna regolarità, ma in breve tempo capisce quando è giorno e quando è notte e vi si adegua.

Il ritmo è presente in ogni aspetto della nostra vita e i bambini ne sono molto sensibili: c'è il giorno e la notte, c'è l'estate e l'inverno, c'è la fame e la sazietà, il bisogno e la soddisfazione.

Il ritmo risponde al grande bisogno di sicurezza insito in ogni essere vivente, ma non significa monotonia: il ritmo implica che qualcosa viene ripetuto, anche se ogni volta in modo leggermente diverso dalla precedente.

Assecondando questo bisogno del bambino noi lavoriamo con lui e non contro di lui. Il compito dei genitori è quello di creare un ambiente, fisico, umano, emozionale, esperienziale, immaginario, spirituale, all'interno del quale il bambino possa nutrirsi, nel corpo e nell'anima.

Ricordiamo che ogni bambino è un'individualità già al momento del concepimento, è un essere completo!

I genitori non devono riempire un contenitore vuoto, bensì lavorare sinergicamente con il proprio bambino affinché il bambino stesso possa rivelare al mondo chi è. Il benessere o il malessere del vostro bambino segnalano se gli adulti e l'ambiente che lo accolgono stanno andando nella direzione giusta per lui, oppure no.

State attenti a tutto ciò che comunica il vostro bambino, perché se è vero che il riso e il pianto sono le manifestazioni più importanti della natura umana, e sono esperienze fondamentali per ogni bambino, solo quando è sorridente e gioioso un bambino è completamente se stesso.

Muoversi in sintonia con un bambino piccolo non significa lasciarsi tiranneggiare, ma nemmeno opporsi sistematicamente alle sue richieste. Il bambino ha bisogno di cure, amore, abitudini.

Ritualità, ritmo, ma anche di molta flessibilità: le sue abitudini si modificano infatti ogni qual volta si ripetono, oppure il bambino all'improvviso può manifestare nuove esigenze.

Meravigliamoci positivamente, adattiamoci a lui, consideriamolo protagonista della propria vita. Impariamo a non ascoltare i consigli di tante persone, lasciando aperti tutti i possibili canali di comunicazione con il nostro piccolo: piage, ride, è rilassato, è rigido, è tranquillo, è nervoso, ogni gesto o postura deve dire molto a chi si occupa di lui. Essere genitore significa interpretare con fiducia il linguaggio del bambino, anziché voler dirigere a modo nostro la sua vita.