Gli articoli più letti

Svezzare al momento giusto

In genere dai pediatri viene consigliato l’inizio dell’alimentazione in aggiunta al latte materno già a partire dai 5 mesi (alcuni addirittura dai 3/4), secondo schemi precisi che tutti i neonati dovrebbero seguire.

Ci permettiamo di dissentire, poiché ogni bambino passa dal seno all’alimentazione “solida” con tempi decisamente diversi. Una buona indicazione sul fatto che i bambini possano cominciare a provare qualche alimento in aggiunta al latte materno ci viene dallo sviluppo dei denti.

In genere un bambino può essere pronto quando sono spuntati almeno 4 dentini (incisivi superiori e inferiori).
 
Un’altra indicazione sicuramente da tenere in considerazione sono l’interesse e la volontà del bambino di assaggiare qualcosa che non sia il latte.
 
Ogni forzatura a queste due semplici indicazioni non può che portare sconforto nella mamma (che vede il suo bambino rifiutare la pappa) e irritazione nel bambino (che cercherà quanto più possibile di “ribellarsi” a questa imposizione, molto spesso con disturbi fisici quali eruzioni cutanee, allergie o intolleranze alimentari.)

Come abbiamo già lungamente spiegato, il bambino “sa” quando è ora di compiere un nuovo passo e ci indicherà le modalità per aiutarlo a compierle.

Per esempio, la mia prima figlia ha rifiutato qualsiasi “pappa” fino al compimento dei 7 mesi, quando ha cominciato ad assaggiarla (assaggiarla, non mangiarla tutta!). A 8 mesi, quando ho provato a introdurre la seconda pappa (quella della sera) la bimba si è girata verso il suo papà tirandogli la camicia e indicando il suo piatto di pasta. Da quel momento ha cominciato a mangiare come noi e le pappe sono state presto dimenticate. Col mio secondo bambino non ho mai preparato una pappa, quando, a circa 9 mesi, è stato pronto per i cibi solidi li ha mangiati, senza fretta e senza alcuna preoccupazione da parte mia.

Può far male solo ciò che va contro la nostra volontà e la nostra natura e nient’altro!

Un ottimo modo per valutare la volontà del bambino di provare il “nostro” cibo sta nel permettergli di mettere le “mani in pasta” cioè di poter prendere i cibi con le mani, di sentirne la consistenza, di servirsi da sé.

Questo è un ottimo modo per rispettare il bambino, che mangia secondo i suoi tempi e desideri, perfezionando nello stesso momento la sua abilità manuale.

Se il bimbo vi chiede aiuto dateglielo, ma non imponetegli i vostri ritmi e le vostre quantità.

Se non mangia tutto e ne ha bisogno, si sazierà col vostro latte.

Se si sporca, evviva! I bambini bianchi che più bianchi non si può non sono né normali né felici.

Ricordiamoci quindi che non c’è nessuna fretta nello svezzare il bambino, il latte materno contiene tutto quanto necessario allo sviluppo del neonato e può essere offerto in modo esclusivo al bambino senza nessuna aggiunta fino anche a 1 anno (difficilmente un bambino a 1 anno non manifesta la voglia di provare la pappa!).

Non preoccupatevi di possibili problemi di crescita o calo di peso: il bambino solo col latte materno raddoppia il suo peso alla nascita entro il 5° mese di vita e lo triplica entro l’anno. Questo anche solo esclusivamente col latte materno!
 
Le mamme sanno sempre qual è il momento giusto se non danno troppo peso alle pressioni psicologiche esterne e non hanno troppa fretta nel veder fare al loro bimbo cose “da grande“.

Sappiate che uno svezzamento iniziato al momento giusto è il primo passo per evitare problemi di alimentazione e rifiuto del cibo nei mesi e negli anni successivi. Oltre che la garanzia per evitare allergie e intolleranze.

Quindi delicatezza, dedizione e serenità: bambini che a 6 mesi rifiutano violentemente la pappa, solo 1 o 2 mesi dopo la mangiano con gioia, quindi perché vivere male questo momento se basta portare pazienza solo per un po’?

CHI E' INTERESSATO PUO' FREQUENTARE I NOSTRI CORSI ONLINE DI SVEZZAMENTO NATURALE VEGETARIANO O ANTROPOSOFICO.