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la mia esperienza col lotus Birth

Esperienza di mamma:

"Il 16 gennaio 2004, all'Ospedale di Merate, è nata Viola, la mia prima bambina: ero talmente felice e orgogliosa di aver partorito in modo completamente naturale che mi sono sentita pienamente appagata dall'esperienza vissuta. Con il passare dei mesi, però, il fatto di non aver potuto tenere la mia bambina sempre con me durante i suoi primi momenti di vita e che lei avesse dovuto subire la violenza della routine ospedaliera, hanno lasciato a me e mio marito un po' di amarezza; perciò, in previsione di un altro bimbo, ho cominciato prendere in seria considerazione la possibilità di partorire a casa. Durante la mia seconda gravidanza, alla ricerca di qualche libro che potesse essermi d'aiuto, mi sono imbattuta per caso nel Lotus Birth di Shivam Rachana: dopo averlo letto non potevo immaginare altro modo per accogliere il mio bambino se non quello del parto integrale. Quando ne ho parlato con mio marito, descrivendogli cosa significava parto integrale, mi sono scontrata col suo scetticismo e Sandra, l'ostetrica che avrebbe dovuto assistermi durante il parto, pur conoscendo il lotus birth, non ne era completamente convinta. Sandra mi ha comunque assecondata, anche se mettendomi di fronte alle possibili difficoltà: l'unica mamma che sapeva aver tentato l'impresa aveva dovuto desistere di fronte all'insopportabile odore della placenta. Non importa, ero determinata a tentare! Quando, il 25 ottobre 2005, il mio bambino ha deciso di nascere è stato tutto molto naturale e molto veloce: ricordo solo una forza incontenibile e in poco più di due ore ecco Elia Giorgio, era perfetto! La placenta però tardava a staccarsi dall'utero e sembrava a quel punto impossibile poter praticare il lotus birth; nonostante la difficoltà abbiamo tenuto duro e quando, dopo più di tre ore dal parto, abbiamo cominciato tutti a concentrarci sulla placenta, pregandola di staccarsi, è avvenuto il secondamento: la placenta era bella e integra, l'abbiamo lavata con acqua, tamponata, profumata con qualche goccia di olio essenziale di lavanda e avvolta in un panno di cotone non trattato. Una delle prime fotografie di Elia Giorgio, con la sua placenta Ecco così tutto il mio bambino, perfettamente integro! Occuparci di lui e della sua placenta è stato molto semplice: il giorno successivo al parto ho messo la placenta, coperta di sale grosso, nello scolapasta per un'ora circa. In questo modo la placenta si è asciugata e nei giorni successivi è stato sufficiente tenerla in un panno asciutto (lo sostituivo un paio di volte al giorno circa). Elia era vestito solo con una maglietta allacciata sulla schiena e un pannolino (di stoffa), teneva la sua placenta sulla pancia, entrambi erano avvolti in una bella coperta di lana e stavano quasi sempre tra le mie braccia. Con questo sistema non c'era nessun problema a manipolare o spostare il bambino. Elia, durante il cambio, con il cordone e la placenta ancora attaccati Viola tiene in braccio Elia Giorgio, la placenta è sulla sua pancia, avvolta in un panno La placenta, nonostante i nostri timori, non ha mai dato alcun problema, si è seccata gradualmente e con lei il cordone ombelicale; non ha mai emanato alcun odore sgradevole né abbiamo dovuto fare qualcosa di particolare, semplicemente dopo tre giorni il cordone ombelicale si presentava quasi mummificato e abbiamo messo intorno all'ombelico del bimbo un po' di cotone per evitare che la pelle si irritasse. Dopo quattro giorni dal parto, cambiando Elia, che non ha mai dato segni di nervosismo, ho visto che il cordone si era staccato: ho lavato con acqua e calendula l'ombelico che era perfettamente pulito e cicatrizzato. Elia il giorno in cui ha lasciato cordone e placenta Il giorno successivo abbiamo sotterrato la placenta di Elia sotto un albero a noi caro, aiutati dalla nostra primogenita, sempre molto interessata a tutto quello che riguardava la placenta del fratellino. La placenta viene sotterrata Elia si è mostrato sin dai primi giorni di vita un bambino splendido, curioso e vivace ma allo stesso tempo tranquillo. Ha sempre dimostrato una certa precocità, sia nel contatto sociale sia nello sviluppo psicomotorio, ha imparato da subito a interagire richiamando la nostra attenzione con gorgheggi, piuttosto che col pianto, ama molto che gli si parli, gli piace la musica e guardare la sorellina che salta, corre e gioca. Anche con la mia prima bambina non abbiamo mai avuto grandi problemi, ma questo bimbo ha davvero superato le più rosee aspettative: non ha mai sofferto di coliche, fin dalla nascita ha dormito tutta la notte, si sveglia sorridendo, si addormenta sorridendo, i suoi occhi sorridono e sono carichi di tutta la saggezza dell'umanità: è una creatura davvero angelica, è completo! Il papà, nonostante la perplessità iniziale, è stato entusiasta dell'esperienza e l'ostetrica non credeva ai suoi occhi nel vedere un bambino tanto appagato. Il mio augurio è che la pratica del lotus birth si diffonda il più possibile e che tutte le mamme, vivendo questa esperienza, si lascino guidare dalla natura e dall'istinto e imparino a fidarsi di loro stesse e dei loro bambini: tutto è così semplice che è difficile a credersi, ma è così. Elia e Viola oggi Dimenticavo, anche il nome del mio bambino è completo: ELIA (Eliyah = "Dio è Yahvè") rappresenta la sua spiritualità e la sua aurea integra, grazie al Lotus Birth, GIORGIO (Gheorghios = "che lavora la terra") rappresenta il suo collegamento con madre terra, alla quale una parte di lui, la sua placenta, è già tornata.

Serena, mamma di Viola e di Elia Giorgio

Per riflettere Nell'ambito di una prospettiva olistica, il Lotus Birth è una scelta molto logica... Il Lotus Birth rallenta le cose, fatto altamente auspicabile. I momenti successivi al parto vanno assaporati, sono come i momenti dopo aver fatto l'amore, dopo l'orgasmo, un periodo di intimità e di integrazione. Una madre che ha appena dato alla luce il suo bambino dopo nove mesi di gravidanza ha bisogno di tranquillità e di riposo. L'esperienza del parto esige di venire integrata. Un periodo per riflettere sull'accaduto e per parlarne con persone disponibili è di grande aiuto. Anche il padre e gli altri figli, nel caso siano stati presenti, apprezzano questo "tempo di transizione", e ne traggono beneficio. Il Lotus Birth offre a tutta la famiglia l'opportunità di ritrovare uno stato di quiete, stando assieme dopo la nascita in un modo molto speciale. Finché il neonato è attaccato alla placenta, il senso di trovarsi in uno spazio "tra due mondi" è molto forte. Il neonato è qui, ma è ancora là, e in questo periodo la transizione dall'"altrove" al piano dell'esistenza fisica è evidente. [..] Essa induce a rallentare i tempi. Ciò è davvero auspicabile [..] il tempo di transizione dall'aldilà al piano fisico dell'esistenza diventa ovvio. Estratto da: craniosacrale.it Sei giorni dopo che lo spermatozoo [..] è penetrato nella cellula uovo [..] questo minuscolo organismo di 6 giorni di età che sta per annidarsi nella parete dell'utero [..] (si) divide [..] in due parti: una parte si trasforma nel feto ed una parte nella placenta [..] Si può considerare la placenta come un'arto che muore perchè è di fatto un'estensione corporea del bambino. Invece di recidere una parte del corpo che è diventata ormai quasi inutile dal punto di vista fisico, possiamo concedere al bambino il tempo che gli serve a livello spirituale per lasciar andare questa fonte di vita che si è presa cura di lui durante l'esistenza intrauterina; è come concedere al bambino lo spazio spirituale per decidere che la placenta non gli serve più.
 
Estratto dal libro "Lotus Birth, il parto integrale!"

Per approfondire lotusbirth.com
jacquelinejimmink.com