A proposito dell’influenza, possiamo ipotizzare tre differenti situazioni, per ciascuna delle quali esistono misure terapeutiche specifiche: la prevenzione, i primi segnali, la sindrome influenzale conclamata.
A. La prevenzione: la vera prevenzione consiste in una terapia capace di disintossicare l’organismo, da farsi a partire dai primi mesi autunnali, e che sia soprattutto per tutto l’inverno.
Potete usare tisane (sono utili la salvia, l’equiseto, le ortiche, la camomilla) e integratori alimentari - quali la pappa reale, il ginseng, il polline granulare, il germe di grano.
Importante l’uso della vit.C, da frutti o da integratori.
Ricordiamo l’importanza del proteggere adeguatamente l’organismo dall’aggressione delle temperature fredde.
B. I primi segnali. Cosa fare per aiutare le proprie difese naturali:
1 - Se avete a disposizione l’amaro svedese, ungete la gola con olio di oliva, bagnate con l’amaro svedese la superficie di un pezzo abbondante d’ovatta, e applicate l’ovatta sulla gola. Quando vi accorgete che l’amaro svedese è stato assorbito dal contatto con la gola, aggiungetene dell’altro all’ovatta, e ungete di nuovo la gola con l’olio. Queste applicazioni locali, da sole, sono, generalmente, sufficienti per tenere sotto controllo il focolaio infettivo, fino a spegnerlo completamente.
2 – Potete fare impacchi alla gola anche con le foglie di verza, o di cavolo cappuccio, la sera, da rimuovere la mattina seguente, o con l’olio di oliva ben caldo, o con olio di ruta, o con olio di iperico, o di maggiorana. Sono molto indicate le applicazioni con la pomata di calendula, con fieno greco - ridotto in polvere e miscelato con miele - oppure con il miele spalmato sull’ovatta, o anche con l’argilla.
3 - Ai primi sintomi potete anche prendere vit. C in dosi massicce ogni 4/6 ore, fino alla scomparsa dei sintomi.
4 - Il dr. Mercola ci suggerisce un rimedio a base di acqua ossigenata: nel 1928 il dr. Richard Simmons suggerì che il virus dell’influenza entrasse nel corpo dal canale auricolare, non attraverso gli occhi o il naso o la bocca come si crede ancora oggi.Ma la sua supposizione fu ridicolizzata dalla comunità medica.
Nel 1938 dei ricercatori tedeschi ottennero dei risultati eclatanti contro raffreddori ed influenze usando il perossido d’idrogeno (la comune acqua ossigenata), ma i loro successi sono stati ignorati per quasi 70 anni.
Con l’acqua ossigenata è importante iniziare il trattamento appena compaiono i sintomi. Siamo arrivati a risultati eclatanti contro raffreddori ed influenze anche dopo sole 12-14 ore dalla somministrazione di poche gocce (anche solo tre) di perossido d’idrogeno al 3% (H2O2) in ciascun orecchio infetto (a volte, solo un orecchio è infetto), prese con il corpo nella posizione sdraiata.
L’acqua ossigenata inizia ad agire sui virus entro 2 o 3 minuti. La sensazione comune è quella d’aver messo nell’orecchio dell’acqua fredda, con un leggero solletico causato dalla formazione delle bollicine d’ossigeno (la cui utilità è quella d’attaccare gli eventuali virus presenti).
Dopo circa 10 minuti ci si può alzare, rimuovere l’acqua dal padiglione auricolare e ripetere con l’altro orecchio.
Il metodo è perfettamente sicuro anche per bimbi piccoli, benché la formazione delle bollicine nell’orecchio possa spaventarli.
Tenere la soluzione lontana dagli occhi. Se c’è contatto con l’organo sciacquare abbondantemente.
C. Quando l’influenza è in corso. Cosa fare per tenere sotto controllo i sintomi:
1- Il riposo a letto. Il caldo ed il riposo aiutano l’organismo a combattere più efficacemente la malattia, indirizzando verso la neutralizzazione del virus le forze che si risparmiano stando a riposo.
2- Il digiuno. Ascoltiamo il nostro corpo, se non ha voglia di mangiare lasciamolo a digiuno. Le energie, che l’organismo risparmia, per il fatto che non deve preoccuparsi della digestione, saranno utilissime per lottare il virus invasore. Questo principio vale per i pazienti di tutte le età, dai bambini, anche piccolissimi, ai vecchi.
3 – bere liquidi e tisane
4 - Gli integratori alimentari. Utilizzate la pappa reale o la pappa di ginseng (due spatoline ogni mattina, sciolte sotto la lingua), il polline granulare (un cucchiaino la mattina e uno nel pomeriggio, masticati con un po’ d’acqua o latte), le perle di germe di grano (cinque perle la mattina, e cinque nel pomeriggio).
5 - Gli impacchi locali. Con l’amaro svedese: versatene una certa quantità in un pentolino, accendete il fuoco, ma state attenti che l’amaro svedese non diventi bollente. Ungendo sempre prima con olio, o con la pomata di calendula le parti da trattare fate impacchi con ovatta, bagnata con l’amaro svedese, sulla gola, sulla fronte - se è dolente, e se pare che scoppi - e, soprattutto, sulla pancia. Lo stesso risultato danno gli impacchi con le foglie di verza, o di cavolo cappuccio, applicati sull’addome con un ritmo di mattina-sera, e sera-mattina.
6 - L’amaro svedese. Ne potete bere un cucchiaio la mattina, uno a mezzogiorno, uno la sera, con o senza l’aggiunta di un po’ d’acqua (per i bambini, scaldare l'amaro in un pentolino con un po' d'acqua per far evaporare la parte alcolica). In caso di coliche addominali, se ne può bere un cucchiaio ogni mezz’ora, fino a quando i dolori non siano scomparsi: in simili circostanze, naturalmente, è opportuno fare anche degli impacchi sull’addome con l’amaro svedese e ovatta. Dove acquistare
7 - Lavaggi nasali
Il Jala Neti (lavaggio del naso) è un'efficace tecnica yogica per eliminare in breve tempo impurità e tossine, liberando e pulendo completamente le vie respiratorie. Un aiuto contro raffreddori, sinusiti, nevralgie, cefalee e riniti allergiche.

I bambini influenzati. Ai bambini possiamo dare la camomilla, una tisana di semi di finocchio, o di semi di anice, o di liquirizia -che si preparano tutte allo stesso modo che la tisana di camomilla - addolcite con miele, quando sono diventate tiepide. Gli impacchi con l’amaro svedese saranno di breve durata (5 minuti ciascuno), distanziati l’uno dall’altro con opportuni intervalli, e preceduti, e seguiti sempre, da unzione con olio. Molto indicati sono gli impacchi, sulla pancia, con la pomata di calendula, o con le foglie di verza, sia durante il giorno, sia durante
La febbre alta. Potete ungere la fronte con olio di oliva semplice, oppure, meglio ancora, con qualcuno degli oli citati precedentemente, o con la pomata di calendula; dopodiché, se ne avete a disposizione, fate un impacco con l’amaro svedese, che deve essere rimosso dopo un certo tempo, perché certamente l’ovatta si secca presto, perché il liquido viene assorbito dalla fronte “in fiamme”. Oppure, applicate sulla fronte un impacco con le foglie di verza o di cavolo cappuccio, che rimuoverete di tanto in tanto, lo fate raffreddare, e lo riapplicate di nuovo. E così via. L’impacco della sera, preparato daccapo - non deve essere quello usato durante la giornata - lo lasciate per tutta