Quasi ogni giorno sentiamo dire che l’aspettativa di vita degli italiani ha superato gli 80 anni, sottolineando come i progressi in campo medico, scientifico e tecnologico abbiano potuto allungare la vita media di circa 30 anni rispetto all’inizio del secolo scorso.
In parole povere, si ritiene che l’uomo oggi viva molto più a lungo rispetto ai secoli scorsi.
Purtroppo per noi non è affatto così e vi spieghiamo perché: il calcolo sull’aspettativa di vita si basa su una media matematica, cioè si prendono per esempio 100 persone e si calcola la media dell’età vissuta. Per fare un esempio: prendiamo 2 persone, una muore dopo pochi giorni di vita, l’altra a 90 anni. L’aspettativa di vita sarebbe di circa 45 anni.
Il problema quindi è semplicemente una questione di mortalità infantile, piuttosto che un reale allungamento della vita. Oggi la mortalità infantile nei paesi industrializzati è circa dell1%, grazie soprattutto all’enorme miglioramento delle condizioni igieniche, e solo in minima parte al progresso della medicina. (In India, ad esempio, dove ancora la maggior parte della gente vive in capanne di fango e i bambini razzolano nello sporco con gli animali, i rifiuti e gli escrementi, l’aspettativa di vita è solo di 22 anni, nonostante la disponibilità di ospedali, medicinali e brillanti ricercatori.)
Grazie quindi al miglioramento delle condizioni igieniche, la vita media si è allungata di molto nel senso che più persone giungono fino all’anzianità.
Ma questo significa che viviamo meglio rispetto a 50 anni fa? Che abbiamo meno acciacchi, meno malattie? Dovrebbe essere così, dato il grandissimo progresso della scienza e della medicina.
Purtroppo per noi è assolutamente falso anche questo: la popolazione occidentale soffre sempre più spesso di malattie come il cancro, il morbo di Bright, il Parkinson, le malattie del cuore e delle arterie, il diabete, le intolleranze alimentari, l’osteoporosi, il colesterolo, i disturbi mentali e così via.
Esistono però nel mondo alcuni luoghi dove le persone vivono anche fino a 160 anni. Sono molti i casi studiati dalla scienza:
a) Tra il Caucaso e la Georgia sud-occidentale esiste una regione chiamata Abchasia, dove le persone vivono in collina con un clima caldo, sono grandi lavoratori, coltivano e si cibano soprattutto di frutta e verdura, raramente mangiano carne, formaggi e latte, non fumano e non bevono quasi mai alcolici.
b) Nella regione di Hunza esiste un altro popolo,più conosciuto perché sono stati pubblicati dei libri sulla loro longevità. Anch’essi sono principalmente frugivori, lavorano sodo, hanno pochi animali e non consumano latte e derivati..
c) In una piccola valle dell’Equador chiamata Vilcabamba, a circa 2.500 metri di altitudine, vive un popolo che si nutre di frutta, patate e frumento, con circa 1.400 calorie giornaliere, lavorando duramente la terra dall’alba al tramonto.
Questi sono solo alcuni esempi di come la vita umana, se trova le condizioni idonee, può davvero prolungarsi molto al di là delle nostre più rosee aspettative.
In Occidente, nonostante i proclami della scienza, la vita dell’uomo non si sta allungando per nulla, ma semmai, sta peggiorando qualitativamente. Si vive meno e peggio di quanto si potrebbe.
Se però esistono popoli che sono riusciti a vivere a lungo e felicemente, e se la scienza conferma che la vita è possibile oltre i 100 anni, allora significa che come società stiamo sbagliando qualcosa.
Studiando lo stile di vita di questi popoli longevi si possono evidenziare una serie di elementi comuni:
1) Alimentazione: frutta e verdura crude sono gli alimenti più consumati. I cereali e i semi sono presenti, anche se in proporzione minore, mentre il consumo di prodotti di origine animale è ridotto al minimo. Soprattutto, i prodotti raffinati ed elaborati dall’industria sono completamente assenti, così come i pesticidi e i prodotti chimici per l’agricoltura. La quantità di cibo è moderata. I pasti sono tre e non si mangia al di fuori di questi.
2) Attività fisica: Questi popoli vivono tutto il giorno in movimento.
3) Riposo e sonno: dormire quanto serve e bene è un fattore primario per recuperare la forze spese durante la giornata
4) Aria fresca e pura: l’aria contiene una miscela benefica di gas e soprattutto l’ossigeno è fondamentale per tutta una serie di processi metabolici. L’aria di città, inquinata e sporca, è dannosa per la salute. Aria “respirabile” non significa necessariamente aria“sana”. E’ interessante notare che spesso questi aborigeni vivono ad altitudini superiori al 1.000 metri.
5) Acqua sana: come per l’aria, l’acqua dichiarata “potabile” non significa necessariamente “sana”. L’acqua pulita depura l’organismo e lo libera dalle tossine, mentre l’acqua inquinata contribuisce a sporcarlo. Questi popoli vivono spesso vicino a fonti d’acqua molto pure.
6) Vita all’aria aperta: la vita non può esistere in mancanza di sole e luce e solo questo fatto dovrebbe farci riflettere sull’importanza di rimanere a pelle nuda al sole durante ogni stagione dell’anno. I vetri delle finestre proteggono dai raggi solari e quindi sono inutili (20 ore dietro una finestra equivalgono ad un minuto direttamente al sole).
7) Igiene: ci riferiamo sia il corpo che alla mente. Il corpo dovrebbe essere lavato spesso ma in modo semplice,senza shampoo, creme, balsami e saponi artificiali. Anche la mente dovrebbe essere mantenuta pulita dai pensieri negativi, depressi o libidinosi.
8) Coltivare la serenità e l’allegria. I buoni sentimenti sono il cibo dello spirito. Ancora cento anni fa, nelle campagne, durante i lavori e i raccolti, si sentivano le persone cantare e alla sera si festeggiava tutti insieme.
9) Avere degli interessi: una vita senza obiettivi e mete non vale la pena di essere vissuta e presto la persona si spegne.
10) Sposarsi ed avere dei figli: le statistiche dimostrano che le persone sposate vivono più a lungo dei “single” e quelle con figli ancora di più. Inoltre, i figli contribuiscono a dare gioia di vivere e responsabilizzano nei confronti dell’esistenza. Questi popoli longevi basano la loro piccola società proprio sulla famiglia; è impensabile che qualcuno non si sposi o non faccia figli.
11) Evitare le abitudini dannose: è stato dimostrato scientificamente che per ogni abitudine nociva eliminata, come fumo, alcool, droghe, caffè, cacao ecc., si acquistano almeno 3 anni di vita.
12) Evitare tutti gli abusi: ogni abuso richiede uno sforzo energetico supplementare che alla lunga indebolisce il corpo e la mente. Una vita moderata ed equilibrata è la miglior condizione per preservare a lungo l’energia vitale.
Ognuno di questi fattori, se preso da solo, possiede un minino effetto salutare, ma se si riesce a creare una vita che sia un equilibrio di tutti questi elementi, allora si potrà sperimentare il vero potenziale dell’esistenza.
Ricordatevi che non vivrete a lungo solo perché mangiate bene o perché fate esercizio fisico; la vita è più di tutto questo e va vissuta per intero. Vale la pena di provare perché un’esistenza sarà stata tanto più lunga quanto migliore sarà stata la sua qualità.
Tratto da. Ricerche di vita
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