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La critica costruttiva

Amare incondizionatamente e lodare sempre i vostri figli non significa però creare dei palloni gonfiati o delle vittime della società!

I genitori che trovano scusanti ai fallimenti e agli errori dei figli pensando di promuoverne l'autostima si sbagliano di grosso: se prendono un brutto voto è colpa dell'insegnante, se non vengono presi nella squadra di calcio è l'allenatore che non capisce niente, se un bambino non vuole giocare con loro è maleducato, etc...

"Salvare" i propri figli dalla delusione di certo non li aiuta, poiché i bambini, anche piccoli, devono avere delle responsabilità e imparare a rispondere ai propri impegni.

Se hanno preso un brutto voto non significa che sono "asini" ma sicuramente non avranno studiato abbastanza o nel modo giusto!

Allora spieghiamoglielo: "Non sono per niente contenta della tua insufficienza. Però ho appezzato che tu sia venuto a dirmelo, vediamo un po' insieme cosa potresti fare per riparare..." "Non ti hanno fatto giocare oggi, mi dispiace molto. Ma magari potremmo parlarne con l'allenatore, forse se ti impegni di più la prossima volta di farà giocare" "Lo so che la tua insegnante non ti piace, ma è la tua insegnante e tu hai il dovere di rispettarla e di studiare la sua materia, vedrai che impegnandoti la situazione migliorerà"

Ricordiamo che:

1. la critica deve sempre contenere un riconoscimento e una lode "sei stato coraggioso a provarci!"

2. la critica deve essere rivolta a una azione non alla persona "purtroppo questa volta non ci sei riuscito"

3. la critica ha come obiettivo la correzione di un comportamento o una attività e deve offrire un aiuto "forse se fai così la prossima volta andrà meglio"

Le critiche e i rimproveri possono essere dei momenti molto formativi se diventano anche occasione per lodare i nostri bambini (ricordando per esempio altre situazione in cui si sono comportati positivamente), per rassicurarli sul fatto che li amiamo e per rafforzare il loro senso di competenza (dall'errore nasce la capacità)

Ricordiamoci che il rimprovero non deve mai comunicare insofferenza e astio ed essere irrevocabile: dobbiamo sempre dare la possibilità al bambino di dimostrarci che sa fare meglio!
 
Se vi ha fatto molto arrabbiare, invece che usare parole dure contro la sua persona, dite "Sono veramente fuori di me per la rabbia! Adesso la mamma si calma un po' e poi parliamo di come potrai rimediare a quello che hai fatto!" ma appena vi siete calmate e avete discusso con lui, abbracciatelo e coccolatelo: ha sbagliato ma può rimediare o, comunque, imparare che quel comportamento in famiglia non viene accettato.

Educare figli responsabili
 
Far vivere i bambini in un ambiente positivo non significa eliminare l'insuccesso, gli errori, le critiche, la responsabilità.

Al contrario, serve proprio per creare figli responsabili.
 
Purtroppo uno degli errori più frequenti oggi è essere rigidi su cose sulle quali si potrebbe transigere ed invece transigere su cose che sono assolutamente imprescindibili: i bambini di oggi sono costretti a vivere fin da piccolissimi e per molte ore al giorno lontani da mamma e papà, non devono piangere, non devono essere presi in braccio sennò si viziano, devono essere staccati subito dal seno, devono essere indipendenti... ma queste sono cose che non si possono e non si devono chiedere a bambini di pochi anni!

Può essere che il vostro bambino accetti rassegnato una situazione del genere per i primi anni, ma inevitabilmente la "mancanza di sicurezza" che ne deriva porterà a lacune ben più gravi negli anni a seguire portando i genitori a dire: "Ma come, è sempre stato così bravo" "Ma come, ha sempre dormito da solo nel suo lettino" "Ma come, non ha mai fatto capricci" "Invece adesso..."

Al contrario viene loro permesso di guardare la TV anche molte ore al giorno, di guardare programmi per adulti, di andare a letto tardi la sera, di avere tutto quello che vogliono, di non dire mai "per favore - grazie", di non fare i compiti da soli, di essere scortesi, di non aiutare e collaborare in famiglia... Semplicemente perché i genitori sono troppo stanchi e troppo impegnati per proibirlo.

Dobbiamo esserci per i nostri figli, se possibile passare molto tempo con loro, giocare insieme a loro, farli partecipare alla vita domestica e familiare, amarli, coccolarli, accarezzarli!

Solo così potete mettere sulle loro spalle la responsabilità di ciò che accade nel loro ambiente: il bambino fin da piccolo deve imparare che lui è responsabile dei propri errori e che il primo a esserne danneggiato è proprio lui.

Invece che rimproverare usando condizionamenti e minacce "Se lo fai di nuovo ti arriva una sculacciata!" "Se non ti comporti bene a natale niente giocattoli!" insegniamo ai bambini a prendere decisioni che influiscano positivamente sul loro mondo:

* Cerchiamo prima di tutto di prenderci noi adulti le nostre responsabilità, noi siamo per loro l'educazione vivente.
* Evitiamo di fornire loro scuse per fuggire dalla responsabilità: "Sei troppo piccolo" "Non potevi fare altro" "Non è colpa tua" "La maestra è troppo dura"
* Correggiamo i nostri bambini quando usano queste espressioni.
* Cerchiamo soluzioni, non colpevoli.
* Facciamo in modo che i nostri figli non debbano avere paura di dire la verità: "Non sono contento di quello che hai fatto, ma sei stato bravo a dirmi la verità, adesso pensiamo a come rimediare"
* Evitiamo di sostituirci a loro in compiti e doveri.
* Ammettiamo che è possibile sbagliare e che non bisogna avere paura di ammetterlo.
* Affrontiamo le situazioni difficili invece di fuggire.
* Spieghiamo con tranquillità ai nostri figli dove hanno sbagliato secondo noi e aiutiamoli a trovare soluzioni per rimediare.
* Permettiamo ai nostri figli di esprimere le proprie opinioni e difendere il proprio punto di vista senza farli sentire stupidi.