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Le emozioni dei bambini


Fin da quando è nel pancione il vostro bambino entra in contatto con innumerevoli emozioni. Se siete tristi, felici, arrabbiate, preoccupate, lui lo percepisce e reagisce di conseguenza.

Non sa ancora però dare un nome a quello che prova, ed è importante perciò che glielo insegnate, perché riconoscere cosa si sta provando è la base per arrivare al controllo delle emozioni.

Quindi, fin da quando è piccolissimo, parlate con il vostro bimbo e spiegategli che ora forse è stanco, ora forse è arrabbiato, ora forse ha paura... e soprattutto spiegategli che cosa provate voi! Quando combina un guaio non ditegli che è brutto e cattivo, semplicemente perché non è vero! Può essere che abbia sbagliato ma questo non significa che sia cattivo!

Cerchiamo di fare nostro questo concetto, perché la maggiore causa di frustrazione della popolazione occidentale e soprattutto delle donne (alle quali come risaputo si richiede il massimo e non si perdona mai niente fin dalla più tenera età) è il far coincidere l'essere con il fare e l'avere!

Dobbiamo far capire al bambino che secondo noi lui ha sbagliato, ma invece di attaccare la sua persona spieghiamogli come ci fa sentire quello che ha fatto. Se siamo arrabbiate diciamolo: "Il tuo comportamento mi ha fatto davvero infuriare, tu sei sempre il mio amato bambino, ma vorrei che la prossima volta ti comportassi diversamente"

Allo stesso modo in positivo: "sono davvero contenta che sei riuscita a farlo, sono proprio orgogliosa di te!"

Durante la giornata si provano moltissime emozioni, spieghiamole ai nostri bambini e loro in brevissimo tempo saranno in grado di riconoscerle e di farci sapere in ogni momento cosa stanno provando e soprattutto sapranno che provare emozioni è assolutamente naturale e, certo, non sconveniente. Vedrete che i bambini impareranno molto presto ad imitarvi e vi assicuro che è bellissimo sentire i vostri bambini che vi dicono "brava mamma, sono proprio orgogliosa di te!"

Per esempio: Il bambino deve scendere dallo scivolo, ma esita. Invece che: "Dai scendi che stanno aspettando te!" "Non devi avere paura!" (lui ha paura, ma non lo sa, pensa che non sia normale provare timore e che gli altri non lo provino, quindi si autosvaluta)

diciamo: "Lo so che hai paura! Anche mamma ce l'avrebbe al tuo posto! Forza, fai un bel respiro e prova a buttarti, la mamma è qui per prenderti al volo"

Quando scenderà, naturalmente, ci saranno grandissimi festeggiamenti per il coraggio che ha avuto: "Ma sei stato coraggiosissimo! Avevi paura, ma sei riuscita a superarla, complimenti!"

Saper controllare le proprie emozioni è fondamentale per avere una vita piena: riconoscere che in alcuni momenti possiamo provare qualcosa di spiacevole ma non per questo valiamo meno è la base per un'esistenza tranquilla e felice. Insegnare a riconoscere e contenere le proprie emozioni è il primo passo fondamentale per l'acquisizione della disciplina.

Per esempio: Capita spesso che i bambini esprimano i loro sentimenti in modo esagerato, è assolutamente normale, proprio perché non sanno ancora controllarsi. Se diciamo loro: "Ma non ti vergogni? Grande come sei piangi ancora?" "Smettila di fare i capricci, se ti butti per terra un'altra volta la mamma ti lascia qui da solo, così impari!" I bambini sono portati a pensare che non è giusto e che devono vergognarsi di provare quello che stanno provando e che il genitore non lo capisce, il risultato sarà che la volta successiva il "capriccio" sarà ancora peggio e così ogni volta, proprio perché il bambino cerca un "contenimento".

Diciamo invece: "Lo so che sei arrabbiato perché volevi stare ancora al parco, ma la mamma non vuole che ti butti per terra e che fai scenate. Non ti è permesso. Mi dispiace che tu sia arrabbiato con me, ma la mamma vuole tornare a casa e tu non puoi stare qui da solo. Se domani avrò più tempo, ci fermeremo di più".

Ricordate che siete sempre voi a dover dare l'esempio: non possiamo pretendere che i nostri bambini ci dicano quello che provano e sappiano contenersi se noi alla prima birichinata che combinano urliamo come ossessi, li picchiamo e li mettiamo in castigo per giorni senza spiegare nulla! Impariamo che quando siamo arrabbiate (o stanche, o tristi, o impaurite...) dobbiamo dirglielo: "Adesso sono davvero fuori di me per la rabbia!" Dopo aver espresso il vostro stato d'animo e aver visto la reazione di vostro figlio (che sicuramente dimostrerà dispiacere) l'arrabbiatura passerà e voi potrete immediatamente discutere con lui, ricordandogli che il suo comportamento vi ha fatto arrabbiare ma che può sempre rimediare e migliorarsi. Dopo esserci riappacificati verbalmente non facciamo mai mancare coccole, baci e carezze, se lui le accetta. Se non vuole riproviamo più tardi, ma ricordiamoci che il veicolo tattile è più rapido ed efficace di tante parole per far capire come ci sentiamo.

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