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Problemi relazionali dei bambini



Mi scrivono alcuni genitori di bambini "grandi" (dagli 8 ai 10 anni) che manifestano difficolta' a relazionarsi col gruppo dei pari, con grande preoccupazione.

Si rituene che il problema risieda nel bambino, nel suo carattere e nelle sue caratteristiche, temendo che questo problema possa peggiorare col tempo... e' davvero difficile per un genitore poter pensare che suo figlio sia reietto e rifiutato dagli altri, ed e' un colpo soprattutto alla propria autostima, piu' che un problema del bambino in se'.

Mi sento di tranquillizzare questi genitori, ricordando che il problema relazionale ha radici nella STORIA delle relazioni e non nelle caratteristiche proprie di quel bambino. Bisogna percio' indagare nel campo delle relazioni passate e presenti del bambino, perche' ogni attore della complessita' relazionale (genitori, insegnanti, famigliari, amici, coetanei, etc.) assume un ruolo che concorre a costituire le difficoltà del bambino con aspettative, ansie, timori che si radicano nel passato e si proiettano nel futuro.

Spesso i problemi relazionali inibiscono il progresso evolutivo e il rendimento scolastico, quindi probabilmente e' il carattere del bambino che viene  influenzato dai suoi problemi relazionali e non viceversa.

A volte le difficolta' emotivo-relazionali risiedono nell'AMBIVALENZA tra le richieste scolastiche, di autonomia, competenza, prestazione, e le attese genitoriali, che, a causa della paura del distacco e della separazione, esasperano il mantenimento di atteggiamenti infantili e tendono a non far mai affrontare i problemi ai figli, per paura che si feriscano e si facciano male.

La cosa buona e' che ogni cambiamento nella rete di relazioni del bambino portera' cambiamento su tutti i piani relazionali. Per questo sara' sufficiente lavorare sulla relazione tra voi genitori e figlio a casa, per notare in breve tempo un miglioramento generale.

Spesso i bambini con problemi di questo genere sono figli unici (o con fratelli con molta differenza d'eta' che fa di loro dei figli unici) e sono stati molto desiderati. Questo porta nei genitori la tendenza a vedre il figlio sempre "piccolo" e bisognoso di premure e attenzioni, con il grande timore che qualsiasi cosa possa ferirlo, dentro e fuori. Dico questo con tutta l'umilta' dell'essere mamma anch'io, con tutti i problemi e difficolta' che questo comporta. La grandezza dell'essere genitore e' proprio quella di essere disposti a sacrificarsi per ACCOGLIERE quando l'eta' del bambino lo richiede e ad avere la capacita' di LASCIAR ANDARE quando e' necessario. Questo significa accettare che il fatto che il bambino possa farsi male e che noi non possiamo evitarlo (se non continuando a proteggerlo, ma questo farebbe di lui un adulto incompetente e quindi infelice), ma solo ESSERCI per poter "medicare le ferite", ma sempre spronando il bambino a cercare in se' le risorse emotive per affrontare le difficolta'.

Ricordo brevemente, ma trovate molti spunti anche sul sito che il bambino deve essere curato:

a livello NERVOSO: ridurre e, meglio, eliminare gli stimoli eccitanti: televisione, computer, videogiochi (eccesso di stimolazione sensoriale. Anche a livello scolastico e famigliare, eccesso di disagio e smarrimento oppure protezione) preferire i colori tenui, i giocattoli semplici, l'ordine. I bambini di oggi, abituati a stimoli veloci e a non avere mai la mente libera (televisione accesa tutto il giorno, Pc, Videogiochi, radio, musica) non sono più capaci di concentrarsi.

a livello EMOTIVO: ripristinare il RITMO, che porta sicurezza nel bambino, perché sa cosa aspettarsi, si orienta temporalmente nella giornata, evita capricci.

 

a livello di VOLONTÀ: il bambino appena nato esercita la sua volontà, vuole cibo, latte, mamma, subito! All'inizio la volontà è infatti legata ai bisogni del corpo (bisogna ascoltarli!) in seguito diventa la volontà di voler fare e raggiungere obiettivi. Per questo è importante la frustrazione e il non veder soddisfatte le proprie esigenze prima ancora che se ne senta la necessità! Lasciate provare la frustrazione, l'attesa" Ci sono solo due cose che impediscono lo sviluppo del bambino:1 – che non gli permettiamo di provare 2- che ci sostituiamo a lui" E. De La Parra Paz

Il bambino "grande" ha bisogno di LAVORARE CON L'ADULTO, IMITARE L'ADULTO, FARE QUALCOSA DI FINALIZZATO, di questo e non dei giochi didattici! Il bambino sa che deve "allenarsi" a diventare adulto e i giochi e le attività fittizie non gli interessano, se non per breve tempo. Anche per questo i giochi non dovrebbero mai essere "finti", ma funzionanti, come la sega, il martello, i chiodi, la forbice, le pentole, le posate, i bicchieri, le grattugie, etc.

gioco: importantissimo è il gioco libero, che deve essere tantissimo durante la giornata! Non dobbiamo noi intrattenere il bambino, ma lui trovare la forza interiore per crearsi la sua attività, per pensare, per annoiarsi. Occorre un ambiente calmo, ordinato, pulito, benessere fisico, presenza degli adulti ma autonomia del bambino (non è l'adulto che deve far giocare il bambino, ma l'adulto attraverso la sua attività quotidiana deve "ispirarlo" a trovare la sua attività).

ritmo genera volontà, le buone abitudini (dell'adulto) creano volontà: se ho dei tempi fissi, capisco anche quando ho il tempo libero. Date ritmo e rituali ai bambini sia durante l'anno (festa di s. michele, s.martino, natale, carnevale, pasqua, etc.) sia durante la settimana (es. da lunedì a venerdì qualche ora con la nonna o all'asilo, sabato e domenica con mamma e papà, etc.) che durante la giornata (es. alle 7
ci si alza, si fa colazione, ci si lava, ci si veste – importantissime le canzoncine e i girotondi – si va all'asilo, si mangia, viene la mamma a prenderci, andiamo al parco, facciamo la torta, etc. e poi possono anche capitare le "giornate pazze" o "speciali" in cui, con grande gioia e per qualche motivo particolare, non si segue la routine)

sensazioni tattili: esperienza della natura, elementi naturali, no plastica no costrizione (stare seduti troppo muoversi poco) il bambino gioca meglio con due pigne e tre castagne che con costosi giochi.

fiabe, recitare, cantare. Attraverso filastrocche, canzoni, racconti, storie, figure immaginarie animate dall'adulto, sarà molto più facile creare ritmo e volontà ed evitare ogni genere di capriccio!

adulto: deve esserci e mostrare la sua disponibilità, ma non occuparsi solo del bambino, deve svolgere le sue attività quotidiane con amore, per es. cucinare, dipingere, lavorare a maglia, fare movimento e ginnastica, cantare, dedicarsi all'orto e al giardino, pulire, stendere, lavare, spolverare , fare i letti, etc. se il bambino vuole aiutare siatene felici, ma non pensate, almeno quando è più piccolo, che possa stare lì per molto, ringraziatelo comunque per l'aiuto che vi ha dato!

Quindi cari genitori, provate a seguire queste semplici regole:

  • Lasciate che il bambino trovi le risorse interiori per affrontare queste difficolta', senza intervenire o essere preoccupati. Questa e' solo una fase dell'eta' e si risolvera' tranquillamente se non la facciamo diventare per forza un "problema" etichettando il bambino come colui che ha difficolta' relazionali.

  • Cercate di modificare il rapporto tra Voi genitori e il bambino in casa, questo portera' giovamento a tutte le Sue relazioni. Lasciatelo vestirsi da solo, sistemare le sue cose, lasciatelo giocare da solo, non intrattenetelo. Svolgete le vostre attivita' quotidiane, per ispirarlo ad imitarvi e a trovare la propria occupazione.

  • Per diventare grandi occorre prima essere in grado di gestire se stessi. Nella nostra societa' si dimentica spesso questo fatto e si chiede ai bambini (anche piccolissimi) se si puo' fare un fratellino, si fa scegliere che nome dargli, si fa fare il bello e il cattivo tempo, etc. ma per un bambino e' fondamentale sentirsi CONTENUTO dall'adulto per poter essere libero di sviluppare la forza interiore per badare a se' e poi potra' dedicarsi agli altri. Un bambino abituato a GUIDARE trovera' difficolta' a relazionarsi con gli altri e restera' "piccolo" o "infantile" proprio perche' ha occupato le sue risorse per guidare gli adulti piuttosto che concentrarsi sulla sua interiorita'. Il bambino, quindi, non puo' scegliere cosa vuole per cena, che vestito vuole mettersi, dove andare la domenica, etc etc. al limite puo' scegliere tra 2 o 3 alternative date da Voi.

Per particolari problemi contatta Serena

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