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Positività e Incoraggiamento


L'opinione più diffusa sull'educazione dei figli è che più li sottoporremo a critiche, castighi e insuccesso, più insomma useremo il "pugno duro", più cresceranno forti e sicuri. Questa opinione è assolutamente infondata e anzi è stata smentita da diversi studi scientifici oltre che dalle esperienze di innumerevoli genitori.

Senza cadere nella situazione opposta (cioè di creare dei "palloni gonfiati") cerchiamo di fare il tifo per i bambini: se trasmettiamo loro l'idea che siamo sicuri che ce la faranno, loro ce la faranno sicuramente!

Cerchiamo di abolire dal nostro vocabolario parole e frasi negative come:

"Sei troppo piccolo"
"Non sei capace"
"Quel bambino sì che è bravo"
"Ti faccio vedere io come si fa"
Etc...
Evitiamo di etichettare il bambino:

"Sei capriccioso"
"Sei sempre il solito"
"Sei un coniglio"
"Sei un pappamolle"
"Non sei proprio fatto per lo studio"
"Sei proprio come tuo papà, non riuscirai mai in matematica!"
Etc...
Non usiamo soprannomi offensivi

"Zucca vuota"
"Cicciobomba"
"Stupidino"
Etc...
Sostituiamo tutto ciò con la positività:

"Sei intelligente"
"Migliori ogni giorno"
"Ci riuscirai"
"Sono sicuro che ce la farai"
"Sei bravo a fare questo"
"Vedrai che andrà benissimo"
Etc...
Le parole sono armi molto potenti, utilizziamole saggiamente!

Perché i bambini sperimentino il successo è fondamentale porsi degli obiettivi realistici e saperli comunicare con parole semplici e in modo che capiscano e soprattutto: premiarli!

Gli esperimenti scientifici ci dicono che il premio è molto più potente di molti castighi nel campo dell'apprendimento: premiando il comportamento corretto piuttosto che continuando a punire quello sbagliato otteniamo un apprendimento molto più rapido.

Queste scoperte risalgono all'inizio del secolo scorso e vengono utilizzate anche nell'addestramento dei cani, degli animali del circo, etc. ma non con i bambini!

I genitori, gli educatori e pure gli insegnanti continuano ad utilizzare metodi vecchi e obsoleti, nonché frustranti per i piccoli, ignorando quello che ci dicono non solo gli psicologi o i pedagogisti (che sono cose, al limite, opinabili) ma la scienza!

Facciamo un esempio:
L'insegnante a scuola riprende Lisa (6 anni, in prima elementare) che mentre ascolta la maestra si mette le dita tra i capelli e ci gioca. La maestra la riprende:
"Lisa stai attenta, smettila di giocare con i capelli!"
Lisa smette per un po', poi in automatico ricomincia. La maestra la riprende di nuovo e così fino allo sfinimento, finché la fa mettere in piedi dietro alla lavagna per capire che con la maestra non si scherza. Alla fine scrive una nota sul quaderno della bimba per redarguire i genitori sul comportamento sconsiderato di loro figlia.

Risultato: problema non risolto, bambina terrorizzata dalla scuola, genitori preoccupati sulle capacità di attenzione della figlia.

Sarebbe buona norma, per chiunque si trovi spesso a contatto con i bambini, capire in primo luogo il perché di un dato comportamento. Nel caso specifico, alla bambina in oggetto hanno tardato a crescere i capelli e fino a 3 anni l'hanno sempre scambiata per maschio a causa dei capelli corti, ragion per cui la sua chioma fluente per lei ha un significato ben più importante di quello che può venir dato da un adulto. Inoltre è possibile che, soprattutto nei primi anni delle elementari, i bambini non riescano a tenere l'attenzione alta per molto tempo o che si annoino. (Cosa assolutamente normale, chi fa formazione agli adulti sa benissimo che può richiedere attenzione per 1 ora e mezza / 2 al massimo dopodichè l'attenzione scema fisiologicamente, naturalmente tutto è legato all'abilità di tenere vivo l'interesse da parte di chi gestisce l'aula). Quindi, nel caso specifico, al limite l'insegnante avrebbe potuto farsi un esame di coscienza sulle attività che stava proponendo e sull'età dei soggetti ai quali si rivolgeva.

Dopo aver capito perché un dato comportamento si manifesta è importante che chi detiene il potere forte (insegnanti, nonni, genitori...) modifichi prima di tutto il proprio comportamento per provare a modificare il comportamento che si intende cambiare nell'interlocutore. Nel caso dell'esempio, la maestra avrebbe potuto chiedere a Lisa di aiutarla a fissare i punti della spiegazione sulla lavagna: dandole un'attività alternativa Lisa probabilmente si sarebbe annoiata meno.

Dopo aver ottenuto un comportamento che noi giudichiamo corretto è indispensabile rinforzarlo, cioè dare una gratifica che permetta di fissarlo nell'interlocutore. Per esempio, vedendo Lisa entusiasta del compito assegnatole, la maestra avrebbe potuto dirle:
"Ma come sei attenta, sapevo che potevo contare sul tuo aiuto, molto bene!"
Con queste semplici mosse il problema sarebbe probabilmente stato risolto, la maestra avrebbe aumentato la propria stima di sé e della sua competenza e la bambina da quel momento avrebbe seguito con vivo interesse tutto ciò che diceva la maestra, proprio perché l'aveva fatta sentire "indispensabile" per lo svolgimento delle lezioni.

Avrebbe potuto scegliere innumerevoli altre soluzioni altrettanto valide, per esempio, avrebbe potuto dire a Lisa:

"Ma come sono belli i tuoi capelli! Sono davvero folti e lucenti! Domani potresti chiedere alla tua mamma di farti una bellissima treccia e mi raccomando, lasciala stare perché è così bella che se la tocchi magari si rovina!"

Ricordiamoci che i bambini si formano la loro idea di sé grazie a quello che noi diciamo di loro, quindi evitiamo di sgridarli in pubblico (piuttosto prendiamoli da parte e spieghiamo loro cosa non ci va del loro comportamento). Ma quando dobbiamo "lodarli" facciamolo pure davanti a tutti, la lode si amplifica e i risultati saranno ancora più strabilianti, proprio perché agli occhi di tutti il bambino si sente "bravo".

Ma, anche se è vero che i cagnolini vengono addestrati anche grazie ai premi in cibo e i cavalli anche grazie agli zuccherini, i bambini sono talmente evoluti che necessitano solo di lodi e riconoscimenti da parte degli adulti e non di premi in cibo, caramelle e giocattoli! Si può comprare un giocattolo perché un bambino lo desidera e noi siamo felici di farlo contento, ma non subordiniamo l'acquisizione delle sue capacità a un premio materiale.

La capacità di usare il vasino, imparare a leggere, riuscire bene a scuola, vincere una partita di pallone sono traguardi talmente importanti nella vita di un bambino che non possono essere ricompensati semplicemente con un giocattolo, dei soldi o una bicicletta nuova. Ci vuole molto, molto di più: la lode e la gratifica dei genitori!

Allora ad ogni sua nuova conquista premiamolo davvero! Facciamo festa nazionale la prima volta che il nostro bambino si mette in piedi da solo!! Vedrete i suoi occhi brillare! Quando a scuola verrà promosso brillantemente, fate festa!

"Sei stato eccezionale! Sapevo che eri bravo ma hai superato ogni mia aspettativa, sono veramente orgoglioso di te! Adesso dobbiamo chiamare al telefono tutte le zie per dire loro quanto sei stato bravo!"
Non fate mai mancare festeggiamenti in casa, per ogni anche piccola conquista. Vedrete che risultati!

E soprattutto, ricordiamo che per un bambino che sta cercando di formarsi un'opinione di sé le lodi e le manifestazioni d'affetto non sono mai troppe! Non temete di esagerare, le lodi difficilmente raggiungeranno il numero dei rimproveri che un genitore in genere fa ai figli, per cui non c'è pericolo di overdose.

Lodiamo i nostri figli anche senza motivo, le occasioni sono innumerevoli:

Lodi mirate
"Ti ho visto oggi in camera come studiavi con attenzione, sicuramente domani prenderai un bel voto nell'interrogazione!"
"Oggi sono proprio soddisfatta di te: mi hai aiutato ad apparecchiare, a ritirare i piatti e a lavarli, bene!"
"Perché non mi fai uno dei tuoi disegni colorati? Mi piacciono davvero tanto e vorrei portarne uno da appendere in ufficio!"
Lodi gratuite
"Ma come sono contento di vederti, mi piace da matti stare con te!"
"Vieni qui che ti sbaciucchio!"
"Dov'è il mio amore? Cosa farei se tu non ci fossi!"
Lodi dopo la tempesta
"Mi hai fatto davvero arrabbiare! Ma so che sai comportarti molto meglio di così, vieni che ti do un bacio!"
"Non sono per niente contento della tua pagella. Però so che se vuoi ti sai impegnare, sono certo che la prossima pagella sarà migliore"
Ricordiamo:
Manifestiamo spesso il nostro amore: abbracciamo i nostri bambini, baciamoli, facciamo loro festa.
Facciamo sempre pace: non devono esistere rancori in famiglia, bisogna andare a letto la sera con l'animo leggero.
Lodiamo sempre i nostri bambini, anche senza motivi apparenti.
Lodiamo pure i bambini davanti agli altri, ma chiamiamoli in disparte quando dobbiamo riprenderli.
Siamo sempre positivi: se secondo noi hanno sbagliato, riprendiamoli ma ricordiamo sempre loro che sono capaci di fare meglio, che in altre occasioni si sono comportati egregiamente e che godono di tutto il nostro amore e di tutta la nostra fiducia.