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Quando si è maturi per la scuola?

Al giorno d'oggi il nuovo trend è di mandare i bambini a scuola appena possibile, spesso ad appena 5 anni. Anni fa, invece, e in alcuni Paesi ancora oggi, si è soliti aspettare i 7 anni d'età. Come la vedo io? Ecco la mia riflessione.

il bambino piccolo, sotto i 3 anni, vive in uno stato di "coscienza di sogno". In questi primi 3 anni, proprio per il fatto che la mente conscia è così poco attiva, tutto si fissa nella mente inconscia, che è la più potente e dal "pilota automatico". Per questo motivo gli psicologi ritengono che le esperienze più significative per il bambino avvengano nei primi 3 anni di vita, non perché più imparano meglio è (la mente conscia è completamente addormentata) ma perché il vivere in un ambiente con stimoli corretti e persone degne di essere imitate, rende automatico per il bambino assumere inconsciamente le stesse caratteristiche.

Con l'avvento dei 3 anni si desta nel bambino un primo piccolo frammento di coscienza. E' l'età dei NO, dei PERCHE'. Il bambino gioisce nel poter esercitare la potenza del suo IO e contemporaneamente mette alla prova l' AFFIDABILITA' degli adulti.

Tra i 3 e i 7 anni questo primo barlume di coscienza si amplia sempre più, ma il fatto che il bambino comunichi, capisca e possa obbedire non fa di lui un "adulto". La sua coscienza è ancora "dormiente" e per questo motivo non si può prendersela con un bambino perché si è dimenticato un compito che gli abbiamo assegnato o perché capisce ma non riesce ad obbedirci! E' più forte di lui, la mente inconscia e la vita di sogno sono ancora preponderanti. In questo momento, per il bambino, tutto è GIOCO, senza risultati impegnativi.

I primi 7 anni di vita sono una specie di "gravidanza terrena": il bambino necessita solo di essere nutrito, fisicamente e animicamente, affinché il suo corpo fisico prenda la forma e la costituzione necessaria ad affrontare la vita (pensate a un neonato, il suo corpo non è per niente pronto ad afrontare la vita da solo!) Tutte le attività "intellettuali", oltre a non essere né necessarie né utili in questi primi anni, risultano dannose, perché l'energia vitale che dovrebbe essere impiegata nella formazione del corpo viene "dirottata" in altre attività. Ne consegue un indebolimento del corpo che rimarrà debole e cagionevole per tutta la vita.

A 7 anni circa c'è una nuova trasformazione nel bambino. Piaget parla di "trasformazione sul piano psichico" : "L'età di 7 anni segna una svolta decisivanello sviluppo psichico: qualsiasi aspetto della vita psichica sim prenda in esame, si osservala comparsa di nuove forme di organizzazione che possono riguardare l'intelletto, il sentimento, i rapporti sociali, o il puro comportamento individuale " (da "Sei Studi di psicologia", J. Piaget)

I bambini,  a questa età, se stanno bene e crescono armonicamente, sono in grado di applicarsi per un certo periodo (un paio d'ore al massimo, la mattina) in attività "astratte" alle quali dovrebbero seguire attività manuali e artistiche nel resto della giornata, unite ad ancora molto gioco libero.

Il fatto che il bambino a questa età possa cominciare ad utilizzare il pensiero astratto deriva esattamente dal fatto che le forze utilizzate finora nella formazione del corpo fisico, ora libere da questo impegno, possono essere utilizzate a livello psichico.

In questa fase occorre esercitare ala memoria, creare e sviluppare inclinazioni e abitudini, rafforzare le conoscenze e il carattere, avviare su direttive sane l'attività della fantasia e il temperamento e, come facoltà tipica della prima infanzia ancora molto attiva vi è l'IMITAZIONE. Per questo motivo, oltre al fatto di dover essere noi genitori dei buoni modelli da imitare, cerchiamo di scegliere un maestro ugualmente degno di esserlo.