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IL SONNO DEL BAMBINO. FACCIAMO UN PO' DI CHIAREZZA (PARTE I)

PERCHÉ I BAMBINI SI SVEGLIANO DURANTE LA NOTTE?

Secondo Carlos Gonzàles (Bésame mucho) questa caratteristica tipica dei bambini è il risultato dell’evoluzione: Immaginiamo un passato remoto, quando gli uomini vivevano immersi nella natura, a stretto contatto con gli altri animali. Due bambini con due madri diverse. Le mamme si allontanavano per alcuni secondi, o minuti, o anche di più. Uno dei bambini continuava a dormire, l’altro, appena sveglio, richiamava la mamma con un pianto forte, disperato e continuato.

Quale dei due aveva maggiori probabilità di sopravvivere?

Secondo Desmond Morris (Il bambino. Tutti i perché) il pianto del bambino è quindi semplicemente l’unica possibilità di sopravvivenza, di allertare la mamma che lui è stato lasciato lì solo, incustodito, vulnerabile.

COME SI DOVREBBE COMPORTARE UN BAMBINO “NORMALE”?

Nei primi mesi di vita il neonato ha un ritmo sonno-veglia che è frammentano in periodi di 3-4 ore distribuiti nell’arco delle 24 ore.

Katherine Dettwyler (PhD, Professore Associato per l'Antropologia e la Nutrizione alla Texas A & M University) sostiene che c’è un abisso fra quello che la nostra cultura ci insegna ad aspettarci per quanto riguarda le abitudini del sonno dei neonati (leggere una storia, spegnere la luce e non vederli più per 8 ore) e il modo in cui dormono realmente se sono sani e normali.

Bisogna rendersi conto che:

  • Non dormire per tutta la notte fino a un'età di 3-4 anni è un comportamento normale e sano per i bambini.

  • Il bambino non è difficile e non vuole manipolare la madre, ma è normale e sano e si comporta in modo appropriato per la nostra specie.

Una volta che si comprendono queste semplici verità, diventa più facile occuparsi del bambino durante la notte. Una volta che si è abbandonata l'idea di avere 8 ore di sonno ininterrotto e si comincia a vedere le interazioni notturne con il proprio bambino come preziose e passeggere, ci si abituerà velocemente. I primi anni dei bambini sono i più importanti e influiscono su tutta la loro vita. Passano velocemente. Ma venire incontro ai bisogni del bambino durante questi primi anni, verrà ripagato in tanti modi negli anni a venire.

PERCHÉ , ALLORA, ALCUNI BAMBINI DORMONO TUTTA LA NOTTE?

Qualche volta un bambino può essere incoraggiato/convinto/forzato ad entrare nello schema delle aspettative culturali, e sentirsi bene. Altre volte invece , anche se alla fine si adegua, ciò viene fatto a danno della sua personalità, della sicurezza di sé, qualche volta anche a danno della salute o della vita stessa o della capacità di vedere il mondo come un luogo sicuro ed affidabile.

Ogni bambino è a sé, ha un suo corredo genetico, un suo temperamento e un suo vissuto prenatale, che anche se breve ha un suo peso. Non è detto che un bambino che non piange mai sia un bambino felice e un bambino che piange spesso abbia una mamma incapace. I bambini, infatti, nascono tutti con una caratteristica: hanno una grandissima capacità di adattamento, ma alcuni sono più ostinati, altri più malleabili.

Ogni bambino, infatti, risponde a suo modo a quello che gli adulti vogliono imporgli:

  • Può essere che un bambino che pianga molto abbia una mamma molto attenta, che cerca di tenerlo con sé il più possibile, ma che sia molto apprensiva ed abbia timore di sbagliare, oppure che altri le facciano pesare le scelte che fa e la facciano sentire incapace. Il suo bimbo sente quello che prova, ne è turbato e cerca di tenere con sé la madre il più possibile, richiamandola col suo pianto. Questo bimbo è forte, ha un temperamento ostinato e non ha nessuna intenzione di cedere. Quando la mamma si convince, lo tiene tra le braccia o gli offre il seno lui si calma, è appagato ed anche la mamma con lui. Il bambino ha messo in atto un’ottima strategia per stare bene con la sua mamma. Se l’ambiente esterno si mette tra di loro non è assolutamente colpa del bambino, che ha solo pochi mesi, ma di chi si intromette nella sacralità del rapporto madre-bimbo.

  • Può essere invece che un altro bambino non pianga perché non ne ha la forza, perché ha già imparato che nessuno gli risponderà, perché è rassegnato, oppure perché è particolarmente adattabile. Ci è capitato personalmente di conoscere una mamma con una bimba nata a termine, normopeso, che dormiva fin dai primi giorni tutta la notte, anche per 12 ore di fila. Di giorno si lamentava ma bastava fare una passeggiata per calmarla, di notte dormiva. Quando la mamma ha chiesto perché la piccola stesse tranquilla solo se a spasso fuori di casa venne il dubbio che non fosse alimentata sufficientemente: al controllo del peso, dopo 15 giorni, la bimba era stata giudicata sottopeso e malnutrita. La mamma pensava di nutrirla a sufficienza allattandola 3-4 volte al giorno e la piccola era poco ostinata e anche quando chiedeva la mamma, nelle sue errate credenze, pensava fosse viziata perché desiderava andare a spasso. In realtà la piccola non si nutriva abbastanza, ma piangeva poco e bastava cullarla per farla addormentare. Col passare dei giorni la debolezza causata dalla mancanza di nutrimento l’aveva resa ancora più debole e meno tenace nel chiedere quello che le spettava.

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