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Se mio figlio piange molto significa che sto sbagliando qualcosa?

Il riso e il pianto sono espressioni proprie dell'uomo: come tali sono preziose entrambe. Non può esistere un bambino che non piange mai, perché il pianto è l'espressione dei suoi sentimenti e un modo per comunicare.
 
Il pianto può essere provocato dal dolore, perché un bambino si ferisce nel corpo o nell'anima.

Può essere provocato dalla malattia.

Può essere dovuto alla paura.

Può significare che sta desiderando qualcosa.

Può rappresentare lo sfogo delle sue emozioni.

Tutto queste espressioni del pianto sono necessarie alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino, tanto quanto il sapere che c'è una persona che lo può consolare e con-partecipare alla sua disperazione.

Se un bambino viene consolato il pianto durerà poco e avrà risposto alla sua funzione: richiamare qualcuno in soccorso.

Se il pianto non richiama nessuno, perché noi pensiamo che sia normale che un bambino pianga, il bambino si auto-svaluterà perché ciò di cui l'istinto l'ha fornito non serve nel mondo in cui è inserito: proverà insoddisfazione e perderà fiducia.

Non pensate che un bambino pianga per finta o che non abbia nessun motivo per piangere: nel bambino la distanza tra le risate e le lacrime e tra la felicità e la sofferenza non è grande: possiede ancora un grande istinto, sa che la vita è fatta da entrambe e ha grande, grandissima fiducia nel genere umano.

"Spesso possiamo vedere i bambini sorridere dietro le loro lacrime come solo loro sanno fare. Allora ci rendiamo conto che sono dentro alla spirale della vita proprio come noi, ma sono più vicini alla sorgente." Mathisen, A.