I bambini hanno diritto al rispetto. Noi abbiamo più esperienza di loro e la nostra funzione è di insegnare loro qual è il comportamento corretto all'interno della propria famiglia e della propria società di appartenenza, senza per questo privarli della loro dignità.
L'educazione ha la funzione di rendere il bambino "libero". Libero di esprimere tutto il suo essere, tutte le sue aspirazioni, tutti i suoi sentimenti: questa è la felicità. Noi non siamo felici perché sospettiamo, diffidiamo, abbiamo dubbi emotivi, pensiamo di non essere amati abbastanza, vogliamo sentirci valorizzati, dobbiamo "emergere", vogliamo essere ammirati... questo perché non abbiamo ricevuto sufficiente sicurezza in noi stessi durante la nostra infanzia, allora la ricerchiamo incessantemente da adulti, ma finché non ci renderemo conto del meccanismo per cui siamo infelici resteremo infelici per sempre.
Niente ci ridarà l'amore e la fiducia incondizionati. Nessun successo, nessun riconoscimento.
Il nostro compito ora è di cercare di mantenere intatta la perfezione dei nostri figli.
Secondo Jan Hunt, l'educazione nella prima infanzia ha la funzione di "costruire una solida barca che proteggerà il bambino da tutte le successive delusioni, tentazioni, frustrazioni e dispiaceri".
Incolpare della criminalità giovanile la pressione dei coetanei (o i videogiochi, i films, la musica, internet, la televisione, etc) è come incolpare una tempesta per aver rovesciato la barca mal progettata di nostro figlio. Sappiamo che nella vita nostro figlio incontrerà tentazioni, delusioni, tristezza, anche tragedie. La sua capacità di far fronte a tali eventi è ciò che conta veramente. Possiede una barca abbastanza robusta o una barca piena di falle? O magari non ha nemmeno una barca ed è stato buttato in mare aperto senza nessuna protezione?
E quando affogherà accuseremo il vento o la pioggia, le onde e le mani disperate che si appigliano dei suoi coetanei, anche loro naufraghi senza barca? O ci decideremo a costruire barche migliori per tutti i nostri figli?
A causa del dolore che comporta il riconoscere le ferite e le delusioni della nostra infanzia e della nostra vita, incolperemmo tutto il resto per cercare di non sentire tutto il dolore che abbiamo dentro di noi.
Ma la verità è semplice: un'infanzia felice è per sempre!"