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Lettone sì, lettone no

 

Quante volte mi sento porre questa domanda dai genitori... ma, come ben sapete voi che mi leggete spesso, secondo me non esiste con i bambini una linea univoca, perche' in educazione conta piu' l'interiorita' del genitore piuttosto che il comportamento messo in atto in pratica.
 
Per dirla in modo piu' comprensibile: esistono diversi studi sul sonno del bambino, chi dice che il sonno condiviso crea bambini piu' intelligenti, chi dice che crea problemi sessuali... ma a fare la differenza e': per quale motivazione interiore il genitore tiene il bambino nel lettone? Se lo fa perche', la notte che il bambino ha avuto un incubo, il genitore ha ritenuto che lo stare nel lettone potesse rassicurarlo probabilmente lo stare nel lettone avra' un'azione positiva nel bambino, se e' perche' e' propria comodita' (cosi' il bambino dorme) il lettone avra' un'altra azione, se perche' il contatto costante col bambino appaga il genitore un altro tipo di azione e se perche' inconsciamente vogliamo prendere distanza dal nostro partner il lettone per il bimbo avra' un altro tipo di azione ancora...
 
Quindi,  la vera domanda da farci e': "con chiara lucidita' di intenti cosa e' meglio per favorire la crescita del mio bambino?" oppure "questa scelta la faccio per me, per appagare il mio ego e perche' per me e' la scelta piu' facile, oppure perche' credo fermamente che sia il bene reale per il mio bambino?"
 
Allora il lettone puo' essere certo un luogo di sicurezza, ma anche un luogo in cui il bambino torna bebe' piuttosto che procedere. E' anche vero che il bambino acquistando pian piano maggiore consapevolezza del mondo ne e' sempre piu' spaventato, se noi non riusciamo a portarglielo incontro in modo adeguato e comprensibile per la sua eta' ( ed e' questo il motivo per cui le mamme hanno meno difficolta' a far dormire da soli nella loro camerettta dei neonati piuttosto che dei bambini di 6 anni!)

 

Se il problema del lettone rievoca nel genitore quelle paure infantili che si vorrebbero evitare per i propri figli forse dovremmo interrogarci su quale potrebbe essere l'azione piu' giusta per il nostro bambino: stare a priori nel lettone o fare in modo che il mondo faccia crescere il nostro bambino senza spaventarlo?
 
Come sempre, faccio queste osservazioni scrivendo "a voce alta" ovvero senza alcuna forma di giudizio, ma quasi come autoterapia personale (anche io ho figli che amano venire nel lettone, a dire il vero, quando erano piu' piccoli, avevamo un letto "quadrimoniale" per starci tutti insieme!) perche' la vera arte dell'essere genitori e' ogni giorno interrogarsi e crescere innanzitutto noi stessi.
 
La scelta che io ho fatto per i miei figli e' stata di portarli con grande gioia (non "devi stare nella tua cameretta", ma "ooooo ma che bello finalmente la Tua cameretta, il TUO lettino, sei proprio grande e tutte le feste del caso) nella loro cameretta nel momento in cui ho ritenuto potessero farcela ( 2 anni e 1/2 - 3 circa, a dire il vero me l'hanno richiesto loro).
 
Ma una volta compiuto il passo il lettone diventa un "rifugio d'emergenza", se non stanno bene, se hanno avuto un incubo, oppure se e' un giorno "speciale", o se il papa' e' in trasferta di lavoro... in questo modo il lettone non e' proibito del tutto, non ha connotazione negativa (solo se non stai bene!) ma comunque non e' il letto del bambino, che a una certa eta' deve fare la fatica di superare le possibili difficolta' non tornando bebe', ma utilizzando nuove capacita' e strategie (per es. contro la paura ritmo, rituale, no TV e cartoni e fiabe illustrate, per motivi che ora e' troppo lungo spiegare, utilizzare tranquillita', canti, "preghiere", l'angelo della notte, il folletto, una bambola speciale, che possa tenere e dare sicurezza al bambino anche senza la nostra vicinanza diretta.)
 
Se non permettiamo questo al bambino la sua unica sicurezza saremo noi e, con l'andare del tempo, lo terremo legato al passato e a noi in modo forse appagante per il nostro ego, ma non adatto allo sviluppo equilibrato dell'uomo LIBERO.
 
Quindi, lettone si o no? Dipende dal'eta', dalle motivazioni interiori e dalla fiducia che nutriamo nelle capacita' del nostro bambino.
Ben sapendo che una mamma animata da lucidita' di intenti, non sbaglia mai.