Possiamo parlare di bullismo vero e proprio a partire dalla seconda media circa.
I bambini compresi tra il primo e il secondo settennio dovrebbero essere alimentati con immaginazione, amore per la bellezza, sentimento artistico, la bontà, rispetto per se stessi e per gli altri.
Soprattutto un bambino piccolo dovrebbe avere il tempo, e la possibilità, di imparare a percepire il proprio corpo, il proprio senso di benessere o malessere, e in questo dovrebbe sempre essere sostenuto dall'ambiente e dagli adulti intorno a lui.
Ci accorgiamo che oggi il bambino deve essere subito performante (imparare presto a leggere e scrivere, imparare le lingue, uno sport, uno strumento musicale, il computer, etc.) e non ha il tempo di vivere realmente l'ingresso della sua anima in questo mondo.
La base dell'empatia, cioè il sentire interiormente un sentimento o un'emozione provata da un altro, è la capacità di saper ascoltare noi stessi. un bambino massaggiato, tenuto in braccio, contenuto, che possa giocare con materiali naturali, all'interno della natura, che sia circondato da ritmi, rituali, regole ben precise, ha intorno un "mantello" che gli permette di poter sentire cose proviene dalla sua interiorità e cosa questa gli dice. Allora sì, sarà pronto per poter ascoltare e rispettare l'interiorità altrui.
Un aspetto da tenere in grande considerazione è l'importanza del NO. Non scambiamo un'educazione rispettosa con un'educazione "lassista"! Non è sempre bene che il bambino non pianga o veda esauditi tutti i suoi desideri. L'ego del bambino è smisurato, e così dev'essere, per tanti motivi. Spetta all'ambiente e agli adulti di riferimento fare in modo che l' essenza del fanciullo possa fuoriuscire e portare frutto senza venire schiacciata dall'ego. L'ego schiaccia dall'interno l'essenza del bambino tanto quanto possiamo schiacciarla noi dal di fuori, istruendo piuttosto che educando.
Come contenere questo ego, senza per questo impedire all'essenza del bambino di manifestarsi? Con il ritmo, i rituali, la giusta stimolazione sensoriale e soprattutto, quando l'età lo consente, con delle REGOLE chiare, precise e fatte rispettare.
Il non avere sufficienti regole e contenimento provoca gli stessi effetti dell'averne troppi, ovvero INSICUREZZA. Il bambino senza regole le richiede con i capricci, i comportamenti esagerati, affiché possa sentirsi protetto da questo sentimento che proviene dal suo interno. Allo stesso modo il bambino che non possa provare, sbagliare, far da sé, avrà paura a lanciarsi nel mondo, che lo spaventa troppo.
Il bullo è un bambino estremamente insicuro. Molto utile, con i bambini insicuri lavorare sull'autostima e sulla comunicazione, alimentandone le peculiarità e le capacità piuttosto che sottolineando quello che non va. Sono bambini che vanno amati, contenuti, sostenuti molto, affinché il calore passi a loro dall'azione amorevole, giusta e rispettosa dell'adulto.
Cosa fare quando è nostro figlio ad essere vittima di un "bullo"?
In questo caso sarà necessario lavorare molto sul significato del perdono. Possiamo invitare il "bullo" a casa nostra, donandogli qualcosa, come per es. facendo un dolce assieme e dandogli il pacchetto da portare a casa con il lavoro che ha fatto.
La vera rivoluzione sarà che quel bambino sentirà di poter cambiare, sentirà che esiste un altro modo di rapportarsi e relazionarsi, sentirà di poter essere stato utile, sentirà che oltre alle modalità che lui conosce ne esistono tante altre che danno più soddisfazione.
Ma soprattutto è la forza del non giudizio e del perdono da parte delle "vittime" a fare un vero miracolo.
Puoi leggere:
Libri consigliati:
Scarpe Verdi d'Invidia (con CD Audio)Una storia per dare un calcio al bullismo di Alberto Pellai