San Nicola - 6 dicembre
Questa festa si ricollega alla figura storica di Nicola, che visse nel VI secolo. Anche se, come Babbo Natale, è spesso vestito di rosso, nella tradizione indossa una tunica bianca con una cintura dorata, simboli di purezza, e ha un mantello azzurro stellato. In testa porta la mitra, ha solidi stivali perchè deve camminare molto, e in mano tiene la pastorale con la spirale avvolta. Nell'altra mano ha un grande libro d'oro, dove sono scritte tutte le azioni compiute dagli uomini, perchè loro possano riflettere su di esse. Siccome San Nicola porta questo tipo di aiuto, è buona usanza che egli lasci del cibo negli stivali (o nelle pantofole) dei bambini.
In particolare dona:

. mele, simbolo di tutti i frutti e ricordo dell'albero della conoscenza
. noci, perchè sono frutti che richiedono un certo sforzo per raggiungere la polpa
. pane bianco, o farina bianca, o dolcetti al miele.
Altri doni falsificano l'immagine e fanno di San Nicola un Gesù Bambino. E' inoltre preferibile non far venire San Nicola a scuola, ma far trovare i doni ai bambini al mattino presto o al ritorno da una breve passeggiata.
Ecco un piccolo racconto che si può narrare ai bambini:
"Nel lontano oriente viveva un uomo pio e devoto, il vescovo Nicola. Un giorno sentì dire che lontano lontano, in occidente, c'era una grande città dove tutti gli uomini pativano la fame, e perfino i bambini piccoli non avevano nulla da mangiare. Chiamò allora a sè i suoi fidati servitori, e chiese loro di portargli i frutti degli orti e dei campi per nutrire gli affamati. I servitori gli portarono dei grossi cesti pieni di mele e di noci, sacchi di grano dorato per fare la farina, pane bianco e dolcetti al miele. Il vescovo Nicola fece caricare tutto su una nave. Era una nave imponente e maestosa, blu come il cielo, ed aveva una grande vela bianchissima che splendeva sotto i raggi del sole. Iniziarono il viaggio verso occidente, e il vento si mise subito ad aiutarli, soffiando sempre nella direzione giusta. Ci impiegarono sette giorni e sette notti, e quando giunsero alle porte della città stava calando la sera. Per le strade non si vedeva anima viva, ma qua e là brillava qualche lucetta alle finestre. Il vescovo Nicola bussò ad una di esse. In quella povera casetta viveva una mamma coi suoi cinque bambini. La donna, sentendo bussare, disse ai figlioletti di andare ad aprire la porta, pensando si trattasse di qualche poverello bisognoso di ospitalità. I bambini obbedirono, ma non trovarono nessuno; anche la mamma venne a controllare, e poi tornarono tutti insieme a casa. Vicino alla stufa a legna la mamma aveva messo le scarpine dei suoi bimbi ad asciugare, perché nel pomeriggio erano andati a far legna nel bosco. Rientrando in casa, sentirono tutti un delizioso profumino provenire proprio dalla stufa, si avvicinarono e trovarono le loro scarpe traboccanti di noci, mele rosse, mandarini, pane e dolcetti al miele. E lì vicino c'era anche un grande sacco pieno di chicchi di grano. Tutti poterono finalmente mangiare, ed i bimbi crebbero sani e vivaci.
Oggi San Nicola è lassù in cielo, ed ogni anno, nel giorno del suo compleanno, si mette in viaggio per venire da noi. Monta sul suo cavallo bianco e cavalca di stella in stella. Lì incontra spesso Maria, che va di stella in stella anche lei per raccogliere i fili d'oro per il camicino del suo bimbo, e incontrandolo gli dice: "Vai dai bambini, mi raccomando, porta i tuoi doni e dì loro che presto sarà Natale".
Canto per San Nicola:
San Nicola
Tu che doni
porti ai bimbi che son buoni
guarda a noi che Ti invochiamo
ed il canto a Te leviamo
Vaglia il nostro piccolo cuore
se ricolmo è d'amore,
se del bene noi facciamo
con le azioni che compiamo.
La tua scopa non portare
che il tuo sacco hai da vuotare,
esso è pien di dolci buoni,
che del cielo sono doni.