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I primi momenti insieme

Subito dopo la nascita il bambino, se non viene separato dalla madre, attiva le sue risorse interiori e innate quali:

* Imprinting: una sorta di registrazione a livello cerebrale delle prime immagini, percezioni, esperienze, sentimenti vissuti dal bambino.

* Bonding: modalità di attaccamento e unione madre-bambino. Il bonding è un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale, di legame, di relazione d'accudimento tra madre, bambino e padre. Inizia nel periodo pre-natale, si consolida alla nascita e continua per i primi anni di vita. Crea le basi per la futura relazione genitori-bambino e per tutte le relazioni sociali e affettive future.

Le prime ora dopo la nascita del bambino sono un momento sacro. È la nascita di una nuova famiglia!

Nessuno dovrebbe mettervi fretta o separarvi. Un bambino nato sano e a termine (37/42^ settimana di gestazione) non ha nessun bisogno di essere immediatamente lavato, pulito, pesato e vestito: mica siamo alla fiera della porchetta! (anche nel caso di bambini nati sotto peso o prematuri il distacco dalla madre è quanto di peggio auspicabile: negli ospedali più all'avanguardia non si usano più le incubatrici, ma la marsupio-terapia, cioè lasciare mamma e bambino a stretto contatto pelle a pelle per tutto il tempo necessario a far recuperare peso e vitalità al piccolo.)

Subito dopo il parto, tu e il bambino, avete la necessità fisiologica di stare insieme soprattutto nelle prime due ore di vita, essenziali, affinché si possano innestare i sistemi di salute primaria. Il bambino ha bisogno di stare ancora unito a te nelle prime due ore dopo il parto, fintanto che si mantengono alti i livelli ormonali e almeno fino a quando il cordone non smette di pulsare; ciò gli assicura l'adattamento alla vita atmosferica.

Nei primi momenti dopo il parto il bambino comincia a orientarsi attraverso i suoi sensi, ascolta la tua voce, apre gli occhi, ti annusa, muove le labbra e tirando fuori la lingua incomincia a leccarti e strisciando sa arrivare al capezzolo, dove farà la prima conoscenza con il seno e il colostro.

Da parte tua in queste due ore con il bambino, grazie agli ormoni del parto spontaneo, ti senti gratificata, attenta, tenera e amorosa, molto presente, provi un senso di potenza (per la materializzazione del bambino) e senti un forte bisogno di ritrovare te stessa, soprattutto quando l'esperienza del parto è stata difficile.

Attaccando il bambino al seno stimoli la conclusione del parto con il secondamento e l'espulsione della placenta. Dopo questo periodo, a secondamento avvenuto, i genitori possono decidere se recidere il cordone ombelicale o se preferire il lotus birth.

A questo punto i genitori sono nell'estasi più completa e si ritroveranno a passare ore intere a guardare e rimirare il proprio cucciolo. Davvero, questo è uno dei momenti più belli e dolci della vita! Poi magari ci si ritroverà a pensare come fare a gestire un neonato da soli, senza l'aiuto di persone "esperte" e si cercherà consiglio e appoggio all'esterno della famiglia.

Ricordatevi però che il vostro istinto vi dirà come comportarvi col vostro neonato e che questo è un momento molto delicato, non permettete a nessuno di venire a trovarvi almeno per la prima settimana dopo il parto.

I primi giorni insieme

Ricordate che i primi giorni dopo il parto sono il periodo della ricerca dell'equilibrio:
* tra madre e bambino dopo la separazione fisica del parto
* tra madre e padre
* tra madre-padre e neonato
* all'interno della famiglia, se ci sono già fratellini
* tra l'interno della famiglia e il mondo esterno, famiglia di origine, parenti, amici

Chiaramente il primo pensiero è per il benessere del bambino e quindi si è completamente concentrati su di lui.

Sappiate che comunque l'equilibrio che si crea tra madre e bambino sono fondamentali perché si possano aggiustare tutte le altre relazioni esistenti. In genere il neonato dovrebbe dormire quasi tutto il giorno, ma in casi difficili ricordate che prima di tutto ci vuole la calma! Ogni bambino è unico: ha un suo temperamento, un suo concepimento (che riflette i vostri stati d'animo del momento), una sua gravidanza, un suo parto. Tutto questo influisce sul suo essere.

In generale circa la metà dei neonati sono facili (si adattano tranquillamente alla vita extrauterina, sono tranquilli e facili da accudire), un quarto è facile in situazione di routine ma non ama i cambiamenti, un quarto è esigente (piange spesso, ha problemi di salute, disturbi nella nutrizione e nel sonno).

Anche la mamma a seconda del suo carattere, del suo vissuto personale, di come è andata la gravidanza, dal rapporto che ha col partner e con la famiglia, dal fatto che si senta aiutata e protetta, dal tipo di parto che ha avuto potrà essere più o meno serena, fino ad essere anche ansiosa.

A seconda del mix tra madre e bambino potranno esserci situazioni dall'estremo benessere all'estrema difficoltà, situazioni in cui occorre riflettere sul bisogno di essere aiutate: prima di tutto dal papà, la cui presenza spesso da sola fa la differenza tra una madre serena e una ansiosa, oppure da un familiare fidato o da un esperto.

Il bello è che le situazioni possono facilmente mutare, e dal difficile al facile il passo non è poi così lungo. In casi difficili non perdetevi d'animo, ma fate appello a tutte le vostre risorse interiori ed esterne: amici, familiari, strutture sociali, esperti nel campo (puericultrici, ostetriche, pedagogisti, etc.) e ricordate che saper fare appello a tutte le proprie capacità di saper affrontare le difficoltà a cuor sereno è ciò che fa la differenza tra una donna e una mamma: avete compiuto un grande salto di status, rallegratevene!

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