A volte sembra strano dover essere noi adulti a guidare il bambino, quando in realtà è il bambino che ci indirizza sulla giusta strada e ci indica di cosa ha esattamente bisogno.
Il bambino comunica con noi come può e spetta a noi decodificare il suo linguaggio per comprendere il senso reale del suo comportamento e di quello che dice.
Ricordiamoci che la necessità ultima di ogni essere umano è di sentirsi amato per quello che è. Chi non si sente amato vuole sentirsi temuto, chi non si sente temuto vuole sentirsi compatito, chi non si sente compatito vuole essere odiato e reietto, piuttosto che non sentire niente. Tutto questo perchè ogni persona ha necessità di sentirsi viva, di sentirsi amata e chiede a gran voce quello che gli spetta, come può.
Se osservate la società accade sempre così, e il bambino nel suo ambiente attua esattamente gli stessi schemi che ha imparato dagli adulti. Solo che noi adulti dovremmo, più del nostro bambino, avere la consapevolezza del significato del nostro e del suo comportamento.
A quale genitore non è mai capitato di sentire il bambino parlare come lui gli parla? Se ci fate caso, questo accade in continuazione! Il bambino ci “rispecchia” completamente e spesso noi accusiamo il bambino di quello che ci mostra, che è in realtà quello che noi siamo!
Perciò, e sembrerebbe quasi scontato, il primo passo da compiere per ogni genitore sarebbe quello di riconoscere l'importanza dell'imitazione.
Molti studi scientifici hanno dimostrato che i piccoli sono in grado di apprendere abilità complesse atraverso la sola osservazione, senza essere attivamente addestrati dai genitori (Science, 2001) Una volta immagazzinati nella mente sub-conscia , i modelli, le convinzioni, gli atteggiamenti , i comportamenti che osserviamo nei genitori diventano colegamenti permanenti sotto forma di vie sinaptiche. In seguito, questi modelli potranno controllare i nostri comportamenti, pensieri, azioni per il resto della nostra vita, a meno che noi impariamo a riprogrammarci.
Ricordiamo che il bambino non è in grado di capire quando parliamo e agiamo semplicemente per sfogare un nostro stress o frustrazione, cioò che viene detto o fatto è immagazzinato nella mente dei nostri bambini ed assume status di “verità”.
Quindi, i nostri modelli comportamentali si conformano alle “verità” delle nostre guide, che siano costruttive o distruttive.(Lipton, 2005)
Una volta compresa l'importanza del nostro esempio per il bambino possiamo imparare a lavorare CON la natura del bambino e non CONTRO.
Il bambino, creatura che vuole imparare ed imitare, non ama molto essere preso da occupazioni “costruite”, create solo per loro, come giochi didattici e giocattoli vari, bensì preferisce sperimentare la vita di tutti i giorni, fare quello che fanno gli adulti che svolgono le loro attività quotidiane.
Effettivamente a quanti genitori capita di dire:”hai la stanza piena di giocattoli, vai a giocare!” ma il bambino senza un adulto che giochi con lui non si diverte... gioca da solo per qualche decina di minuti e poi torna a chiedere: ”giochi con me?”.
Il bambino non chiede altro che avere un adulto da cui imparare a vivere, non importa molto qual è l'occupazione alla quale dedicarsi!
Perciò non preoccupiamoci particolarmente di creare giochi e situazioni dalle quali il bambino abbia esperienze istruttive, l'istruzione viene dal vedere e provare dal vivo ciò che serve nella quotidianità: la mamma che cuce, stira, stende, semina, da l'acqua ai fiori, prepara la pappa per il gatto, spolvera, cucina, prepara i biscotti, etc.
Un bambino che possa partecipare attivamente a tutte le vostre attività non si annoierà mai e sarà sempre di buon umore, perchè starà indirizzando le sue energie in attività che lui giudica utili.
Lo so che molte mamme dicono: “poverina la mia bimba, comincia a stirare già a 3 anni... dovrà già farlo per tutta la vita...” i bambini vogliono imparare, ma questo non significa che devono stare per tutta l'ora in cui voi stirate lì a stirare con voi, un po' stirano, un po' inventano giochi col fazzoletto stirato, il fazzoletto diventa una bambola e poi un velo da sposa e poi un mantello da fata e poi si ricomincia a stirare di nuovo.
L'importante è che i bambini da voi imparino a lavorare con gioia e amore, deve trasparire da voi la soddisfazione per quello che fate e la cura che ci mettete!
Solo dall'osservare il vostro stato d'animo i bambini impareranno a fare altrettanto!
Inoltre una piccola precisazione: quando un bambino vi chiede di aiutarvi e dopo 5 minuti viene preso da un'altra occupazione non dite: ”ecco, te l'avevo detto che non faceva per te, ecco, lo sapevo che dopo 5 minuti ti stancavi, ecco, sei sempre il solito che non porti a termine quello che inizi”, e via dicendo... Molto spesso infatti, l'ispirazione che viene data al bambino che può partecipare alle attività degli adulti lo porterà a continuare a giocare da solo con la fantasia.
Nel momento in cui il bambino si mette a giocare da solo, voi fate finta di niente oppure, se vi dice esplicitamente che va a fare qualcos'altro, voi rispondete con calma: ”d'accordo, grazie per avermi aiutato!" Il bambino, in modo naturale, dopo poco tornerà ad aiutarvi e col passare dei giorni e degli anni si impegnerà per sempre più tempo.
Se invece lo criticate piano piano non ricaverà più gioia dall'aiutarvi e smetterà di farlo... anche quando sarà grande e voi dovrete obbligarlo a darvi una mano”adesso che sei grande”!!! Allora invece che aspettare quando il bimbo dorme per svolgere in tutta fretta le normali attività, riposatevi, o leggete, quando lui dorme e quando è sveglio lavorate insieme: la giornata passerà in fretta con grande soddisfazione di entrambi.
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2- L'importanza dell'imitazione
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