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La marsupio-terapia

Nata negli anni ‘70 in Colombia per sostituire le incubatrici insufficienti negli ospedali, consisteva nel tenere il bambino prematuro in posizione eretta sul petto nudo della mamma con la testa girata in modo che l’orecchio fosse appoggiato sul petto per poter sentire i battiti del cuore del genitore. 

“Inventata” dai neonatologi Edgar Rey e Hector Martinez, la marsupio-terapia era utile per fornire al piccolo calore, nutrimento e amore utilizzando il contatto pelle a pelle con la madre.

I risultati furono stupefacenti e superarono addirittura i benefici delle incubatrici: il tasso di mortalità dei bambini nati prematuramente diminuì in modo sensibile.

Il tipo di contatto epidermico ottenuto con questo sistema crea una naturale regolazione della temperatura, che è mantenuta costante dal clima di umidità che si crea, tutelando il piccolo dallo stress da freddo e riproducendo l’esperienza intrauterina.

Regola inoltre la respirazione e l’ossigenazione (riduce l’apnea ela brachicardia).

Sembra aumentare la produzione di latte nella madre e anche l’attività motoria ne trae beneficio, il neonato appare più vivace e competente.

Questa stimolazione, gratificante sia per la mamma che per il bambino, aiuta il recupero generale delle condizioni del piccolo.

Diffusasi rapidamente negli anni ’80 in America latina, in Asia e Africa, negli anni ’90 in Francia, Svezia, Canada, Olanda e USA, dove ha preso il nome di KANGAROO MOTHER CARE (KMC), la marsupioterapia è stata introdotta con l’obiettivo di rendere più “umane” e meno medicalizzate le cure riservate al bambino prematuro.

In questi Paesi, però, il programma viene applicato con alcune modifiche rispetto a quello iniziale utilizzato in Colombia: il contatto pelle a pelle non avviene per 24 ore, ma solo in alcuni momenti della giornata ed è proposto solo qualche giorno dopo la nascita.

I risultati di alcune ricerche hanno dimostrato come i bambini che possono usufruire del contatto pelle a pelle presentano condizioni fisiche generali migliori favorendo una degenza ospedaliera più breve.

È divenuta una terapia alla quale vengono sottoposti sempre più anche bambini sani nati a termine. Molti studi condotti su bambini sottoposti a tale terapia hanno rilevato una sensibile diminuzione di mortalità infantile, i bambini che effettuano la terapia dormono di più, piangono molto meno e dimostrano un maggior stato di quiete.

Gli studi hanno evidenziato oltre ad un maggior attaccamento madre-bambino un maggior adattamento neurocomportamentale alla vita extrauterina.
 
Anche per quanto riguarda le coliche sono stati riscontrati effetti positivi. È stato osservato che queste sono associate all’eccesso di pianto che accompagna l’incapacità del bambino di passare da uno stato, come quello di veglia, ad un altro, come quello di sonno. La marsupioterapia svolta in ambiente tranquillo con luci soffuse in qualunque bambino riduce il pianto e lo aiuta a imparare la transazione da un qualunque stato ad un altro.

La nascita prematura del proprio bambino è un evento vissuto dalla mamma con molto stress, ansia, paura, dolore e senso di colpa,questi sentimenti sommati alla lontananza dal figlio ritardano l’assunzione del ruolo genitoriale. La marsupioterapia favorisce invece il desiderio di prendersi cura del bambino, aumentando la sicurezza e la fiducia nella propria capacità di riuscire a comprendere e soddisfare i desideri e i bisogni del bambino, inoltre diminuisce il senso di colpa per non aver portato a termine la gravidanza (c’è una compensazione della gestazione non portata a termine).  La relazione che viene così a crearsi tra madre e bambino si accompagna a minor ansia per il rientro a casa e una miglior accettazione di eventuali complicanze future.

Il ruolo del papà
 
Con questo nuovo modo di portare i piccoli ora anche i papà possono relazionarsi in modo più stretto con i loro bambini. Pur essendo disponibili pochissimi dati sull’influenza della marsupioterapia sulla figura paterna,si può affermare che questa esperienza abbia sul papà gli stessi effetti positivi riscontrati per la mamma.

Alcuni papà che hanno effettuato la terapia attivamente affermano che essa rappresenta un’esperienza diintimità con il figlio molto speciale, paragonabile a quella vissuta dalla donna in gravidanza.
 
Il contatto precoce e prolungato è molto utile per la creazione del legame di attaccamento padre-figlio, molti la consigliano a tutti quei padri che non hanno potuto assistere al parto.

La marsupioterapia sembra non incentivare solo il coinvolgimento paterno nella relazione con il figlio, ma anche la condivisione con la mamma dell’accudimento del neonato.

Per concludere

La nascita prematura del proprio bambino è sempre per i genitori un evento particolarmente stressante, vissuto come uno shockemotivo, in cui la preoccupazione per le condizioni del bambino e del suo futuro provocano grande angoscia. La separazione, anche se necessaria, non aiuta certo, anzi aumenta le paure e le fantasie negative. La marsupioterapia è una proposta che permette ai genitori di occuparsi attivamente del bambino, rispondendo al loro desiderio di contatto e partecipazione e attenuando il senso di impotenza.

Per i bambini nati a termine aiuta comunque a rafforzare i legami madre-bambino e padre- figlio.

La marsupioterapia non è altro che l’utilizzo di una possibilità offerta dalla natura per accudire il neonato.

Non è una terapia di recente invenzione, è una tecnica molto antica conosciuta da millenni da alcune popolazioni come unica modalità di sopravvivenza per bambini nati prematuri o sottopeso,che si sta da poco riscoprendo anche nei paesi industrializzati.

Da Valledeibimbi