La paura, anche per gli adulti, deriva da una situazione incerta o che non possiamo prevedere.
Adesso che ha raggiunto gli 8 mesi di vita il nostro bambino di fronte a una situazione incerta, cioè un cambiamento (anche piccolo), un estraneo che lo saluta, una persona che non sia familiare che lo vuole prendere in braccio, se ha male, se si sente solo, se i suoi bisogni non vengono subito capiti e soddisfatti reagisce con la paura.
Questa nuova emozione è, come tutte le emozioni, necessaria e auspicabile: ci permette di riconoscere una situazione che potrebbe essere pericolosa e quindi di fermarci e riflettere prima di agire.
Il bambino, ancora piccolo per poter far fronte alle difficoltà da solo, chiede aiuto alle persone di cui ha fiducia, la mamma e il papà, per far fronte a quello che gli appare un pericolo.
Per chiedere aiuto il bambino in questo momento ha un solo strumento: il pianto!
Non preoccupatevi, quindi, dei cambiamenti nel vostro bambino, tante mamme chiedono: "ma come, è sempre andato in braccio a tutti!" "ma come ha sempre dormito da solo nella sua cameretta!" "ma come, non ha mai fatto i capricci!"...
Le mamme, spinte dai giudizi degli altri, credono che un bambino sano e intelligente sia un bambino che fa da solo, che sia indipendente, che non abbia bisogno di loro.
L'indipendenza del bambino è un processo graduale e molto, molto delicato. Se chiedete prima che sia il tempo, il bambino reagisce nell'unico modo sensato: "regredisce" (secondo i nostri termini di adulti) ma noi diremmo invece "cerca sicurezza", cioè la sicurezza che voi gli state togliendo perché sia più indipendente!
Un bambino indipendente non è quel bambino del quale alcune mamme dicono: "guarda è proprio autonomo, il pomeriggio sta tutto il tempo davanti al computer a fare i suoi giochini"!
Autonomia non è abbandono, solitudine, delega a un gioco o alla televisione.
L'autonomia è un'esperienza creativa, positiva, come il bimbo di 8 mesi che gattonando si imbatte in una gamba del tavolo e cerca di sollevarsi o come un bimbo che cerca di mettere le manine nella pappa, per servirsi da sé!
Per un bambino le paure aumentano in relazione all'aumento della consapevolezza, e quindi noi genitori dovremmo rallegrarcene piuttosto che farne un dramma!
Ha paura degli estranei?
Mi sembra giusto, adesso sa riconoscere il viso della mamma, del papà e delle persone care, quindi comincia a dividere il mondo in persone conosciute e persone non conosciute. Nei confronti degli altri bambini invece è sempre curioso e sorridente. Benissimo, il bambino ha già imparato a distinguere il simile dal diverso, a capire chi può fargli del male e chi no e a raggruppare tutto quanto in categorie, se non è intelligenza questa!
Non vuole più dormire da solo nella sua cameretta?
I bambini non dovrebbero mai dormire da soli fino ad almeno 3 o 4 anni, quando la loro voglia di indipendenza si farà sentire anche sulla scelta del posto in cui dormire. Un bambino è più sicuro se dorme nella stanza dei genitori, meglio ancora nel lettone, questo permette (ed è stato dimostrato da diversi studi) di preservarlo dalla morte in culla (il bambino respira al ritmo del respiro della mamma, se la mamma è sempre accanto a lui, lui si "ricorda" di respirare) di scaricare l'energia in surplus attraverso i corpi dei genitori, di sentirsi sempre protetto e sicuro per la presenza dei genitori. Nonostante questo, per motivi personali, molti genitori preferiscono che il bambino dorma da solo nella sua cameretta fin dalla nascita (credendo di abituarlo, ma non è così). Ma allo scoccare degli 8-9 mesi il bambino non vuole più dormire da solo. Perché mai questa ostinazione, lo ha sempre fatto! Anche questa in realtà, a dispetto delle mamme che si ostinano a lavorare "contro" la natura del bambino, è un grandissimo segnale di intelligenza! Il bambino aumenta la sua consapevolezza e la sua capacità di farsi capire. Non è riuscito a convincere la mamma quando era neonato, ma ora lo sa: da solo nella sua camera non è al sicuro! Potrebbero arrivare persone non conosciute e portarlo via, col buio o semibuio non riesce a riconoscere il suo ambiente, ha molta energia da scaricare ma nessun corpo umano che possa aiutare a farlo, ha bisogno di sentirsi sicuro e protetto, ma nessuno lo ascolta. E quindi piange, piange disperato! Non lasciatelo a se stesso, questa sua ostinazione è ben giustificata, fatelo dormire con voi, entro pochi anni chiederà lui di dormire da solo e questa sarà una vera manifestazione di indipendenza!
Ma come non ha mai fatto i capricci!
I capricci a questa età non esistono! Quello che noi riteniamo un capriccio, come abbiamo lungamente spiegato non è altro che un'esigenza di sicurezza proveniente da un aumento di consapevolezza del bambino.
Per risolvere queste situazioni ricordiamoci di mantenere sempre la calma e di rassicurare il nostro piccolo sul fatto che noi ci siamo sempre e che lui è protetto e sicuro. Se siete in grado di fargli sentire la vostra tranquillità e pian piano fargli conoscere quello che lui reputa un pericolo, in breve tempo queste manifestazioni scompariranno da sole.
Per far sentire un bambino protetto la cosa migliore è tenerlo stretto tra le braccia, fargli sentire la vostra presenza, la vostra tranquillità. A seconda del temperamento ogni bambino necessiterà di più o meno tempo, ma tutti si tranquillizzeranno.
Se riuscite a non forzarlo, il bambino scoprirà da solo il piacere di scoprire cose nuove, di conoscere persone nuove, manifesterà la sua naturale curiosità per il mondo, la sua intelligenza. Ma voi dovrete prima mostrargli la vostra!
E come sempre tanta pazienza, calma, tranquillità, positività e umorismo! Prima o poi tutto questo passerà, non preoccupatevi se le persone intorno a voi non sanno o non capiscono, fate quello che vi dice il cuore, seguite la strada che vi indica il vostro bambino, lavorare "con" lui e non "contro" di lui in breve tempo pagherà, e anche molto!