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Lutto bambino

Il “lutto” è un aspetto psicologico implicante una “perdita”, che sia permanente o di pochi minuti.

Un bambino può essere abbandonato completamente, parzialmente o anche per un dato periodo di tempo (es. ricovero in ospedale) ma in ogni caso il processo psicologico che si instaura in lui è l’esperienza del lutto (Bowlby).

Questa esperienza segue tre fasi:

1- la protesta

In un primo momento il bambino tra lacrime e rabbia chiede al genitore di ritornare e crede che ritornerà. Questo processo può durare anche diversi giorni, ma piano piano le sue speranze si affievoliscono e questo segna l’inizio della fase di disperazione.

2- la disperazione

Il suo pianto si fa sommesso e inconsolabile, può anche alternare momenti di protesta a momenti di disperazione.

3- il distacco

Dopo un determinato periodo (che varia da bambino a bambino) il piccolo sembra dimenticare completamente la madre e, se anche lei arriva, il bambino non dimostra grande interesse.

Spesso la perdita fa così male che, nella rabbia furiosa contro il genitore che l’ha (effettivamente o apparentemente) abbandonato il bambino è preda di forte desiderio di vendetta. Vuole restituire quello che ha provato ai genitori o, in mancanza di questi, alle persone che incontra nella vita. L’abbandono è strettamente collegato alla sopraffazione e provoca disagi simili: le persone che hanno subìto questo tipo di educazione difficilmente riusciranno a liberarsi del desiderio di vendetta.

Un discorso simile può valere per la separazione dei genitori, anche qui i bambini provano rabbia, disperazione e sentimento di vendetta, ma a seconda della sensibilità dei genitori c’è la possibilità di ristabilire un legame intimo e profondo, non arrivando a vivere quel distacco così profondo come nel processo del lutto. In casi come questi non è insolito che venga idealizzato il genitore assente, l’idealizzazione è infatti uno strumento nelle mani del bambino per autoconsolarsi o costringere gli altri a sottomettersi alle sue pretese (“se il mio papà/mamma fosse qui…”).

Quando questo atteggiamento non viene contenuto e permane anche da adulti potrebbe essere difficile l’instaurarsi di rapporti profondi con i rappresentanti del sesso opposto.
 
Un’ultima considerazione: non vi sembra che questo processo: PROTESTA - DISPERAZIONE - DISTACCO sia tremendamente simile a un metodo veramente troppo usato per far dormire i bambini da soli nelle loro camerette? Per questo motivo sconsiglio con tutto il cuore i genitori dall’usare il metodo Estvill (Fate la nanna) o metodo dell’estinzione graduale o del control crying!

Vorrei comunque rassicurare chi si trova a dover affrontare una situazione più o meno grave di "lutto" sul fatto che il dover superare una prova difficile o un'esperienza spiacevole non significa per forza di cose che il bambino porterà segni indelebili di queste nella sua vita futura.
 
LA RESILIENZA

E' infatti ormai nota la cosiddetta "resilienza", ovvero la capacità di crescere in modo sano e "normale" nonostante le possibili condizioni di svantaggio.

Il livello di resilienza è strettamente collegato a:


1. Caratteristiche personali (es. autostima, autonomia, orientamento di scambio sociale positivo, temperamento, capacità di problem solving, etc.
 

2. Caratteristiche familiari (es. coesione, calore, assenza di discordie familiari, genitori competenti nelle funzioni parentali, etc.)

3. Caratteristiche ambientali (es. presenza di reti di relazioni e di sistemi di sostegno formali ed informali, etc.)

Invitiamo chi si trova in una simile situazione di difficoltà a chiedere consiglio ad un esperto, in ogni caso mettiamo a disposizione una piccola bibliografia di libri utili: 

 

Tornerà?

Come parlare della morte ai bambini di Maria Varano
 

Tornerà?

 

Come Affrontare la Perdita di una Persona Cara

Un percorso emozionale consapevole e attivo per elaborare il lutto. Con soluzioni pratiche e testimonianze di Sibylle Krull

Come Affrontare la Perdita di una Persona Cara

 

L'Esperienza del distacco

Verena Kast

L'Esperienza del distacco

Affrontare la vita. Che cos’è la resilienza e come affrontarla
 

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